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Donazione "old-old": così si risolve il dilemma del trapianto di rene negli over 75

Lo studio pubblicato su Nephrology Dialysis Transplantation

23/04/2020

L’esigenza di eseguire trapianti di reni su persone anziane sta diventando particolarmente sentita nei Paesi industrializzati dove l’allungamento dell'aspettativa di vita ha inevitabilmente provocato un aumento delle malattie croniche legate all’età.

Liberarsi della dialisi per il resto della vita grazie a un trapianto di rene. È possibile anche se si hanno più di 75 anni. Lo dimostra uno studio appena pubblicato su Nephrology Dialysis Transplantation condotto dai ricercatori della Universidad de la Republica di Montevideo in Uruguay. I pazienti anziani con malattia renale allo stadio terminale possono affrontare con successo un trapianto.

Il problema è che data la carenza di organi sorge il cosiddetto “dilemma dell’ultimo letto”: in mancanza di risorse a chi dare la priorità? È giusto destinare un organo a un paziente anziano quando un giovane avrebbe un aspettativa di vita di maggiore?

La soluzione arriva dalla “old-old donation”, pazienti anziani ricevono organi da donatori anziani. Ma la strategia funziona? Secondo i ricercatori di Montevideo, sì.

L’analisi è stata condotta su 138 pazienti di 75 anni e oltre affetti da un’insufficienza renale cronica degenerata in un danno irrimediabile. A questo stadio della malattia i reni hanno perso completamente la loro funzione ed è necessaria la dialisi.

Tutti i pazienti anziani sono stati sottoposti a un trapianto di rene tra il 2002 e il 2015 nel rispetto dei criteri di adottati dai centri trapianti che privilegiano gli interventi tra riceventi e donatori della stessa età. Il 22,5 per cento dei donatori aveva più di 80 anni.

La salute dei trapiantati è stata monitorata per circa 5 anni. La sopravvivenza a un anno dall’intervento era dell’82,1 per cento e a cinque anni del 60 per cento. Dall’analisi dei ricercatori emerge che i benefici del trapianto sono superiori ai rischi (rigetto, disfunzione d’organo e infezioni). E questo è un dato sorprendente, perché l’elevata età dei pazienti suggerirebbe un maggior rischio dell’operazione.

«I pazienti affetti da malattia cronica allo stadio terminale di età pari o superiore a 75 anni possono accedere al trapianto di rene e liberarsi della dialisi per il resto della vita. Il trapianto di organi provenienti da donatori deceduti estremamente anziani promette risultati incoraggianti in termini di sopravvivenza e di funzionalità dell’organo», scrivono i ricercatori.

L’esigenza di eseguire trapianti di reni su persone anziane è particolarmente sentita nei Paesi industrializzati dove l’invecchiamento della popolazione ha inevitabilmente provocato un aumento delle malattie croniche legate all’età, tra cui l’insufficienza renale. Il miglior trattamento possibile per chi arriva allo stadio avanzato della malattia è il trapianto. Se l’intervento ha successo, il nuovo organo permette di ripristinare la normale funzione dei reni con la corretta eliminazione delle sostanze di scarto senza dover ricorrere alla dialisi (normalmente effettuata in sedute di 4 ore 3 volte a settimana). E questo vale anche per i pazienti anziani. Quasi tutti i partecipanti allo studio hanno potuto infatti liberarsi della dialisi.

(HealthDesk.it)

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