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Donazioni senza confini.

Estremo atto di solidarietà di un uomo originario dello Sri Lanka

18/03/2010
Il giorno 1 marzo 2010 è stato ricoverato, presso il Centro di Rianimazione del D.E.A. dell'A.O.R.N. “A. Cardarelli” di Napoli, un uomo di 38 anni originario dello Sri Lanka con una diagnosi di politrauma per caduta dall'alto. A seguito dell’evoluzione negativa delle lesioni cerebrali riportate dalla stesso paziente, in data 11 marzo 2010, è stata accertata la morte con criteri neurologici dall’équipe medica che, durante il periodo di ricovero ospedaliero, lo ha costantemente assistito. In questo caso, il normale iter per la richiesta di donazione degli organi alla famiglia del paziente ha oltrepassato i confini nazionali e, grazie alla figura di un mediatore culturale e di un’assistente sociale, si è potuto procedere al prelievo. Infatti, il paziente era residente in Italia, a Napoli, con una convivente e la loro figlia di circa dieci mesi; inoltre, lo stesso era legalmente sposato con una signora che attualmente vive a Londra. Durante tutto il decorso clinico sono stati mantenuti colloqui costanti con la convivente, sempre presente, con la madre residente nello Sri Lanka e con la moglie per via telefonica. Il buon esito dei colloqui si è raggiunto grazie alla professionalità del coordinatore locale dell’A.O.R.N “A. Cardarelli” di Napoli, dott. Elio Bonagura, alla disponibilità assoluta del mediatore culturale, Nanayakkara Appuge Chandrasiri, e dell'assistente sociale, Tiziana Froio, la cui collaborazione si è intensificata durante le fasi dell’accertamento di morte encefalica. I vari colloqui hanno permesso di ottenere la non opposizione alla donazione facendo in modo che tale decisione fosse condivisa ed accettata dai diversi componenti della famiglia del paziente deceduto: madre, moglie e convivente. Il prezioso intervento del mediatore culturale ha permesso che i confini geografici e linguistici, particolarmente evidenti in questo caso, non rappresentassero delle barriere insormontabili per il consenso ad un atto solidale così importante. Per il direttore del Centro Nazionale Trapianti, dott. Alessandro Nanni Costa, le straordinarie circostanze con le quali si sono svolti i colloqui con i familiari testimoniano come “la donazione non abbia frontiere e come questo caso rappresenti un messaggio di forte solidarietà per l’intero Paese”.
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