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DONNA IN FIN DI VITA RICEVE UN ORGANO MALATO

I medici informati in sala operatoria. La magistratura avvia una indagine. L'Italia è al top della graduatoria della qualità.

10/07/2002
Nel gennaio scorso la signora R.B., malata di cirrosi epatica viene sottoposta a trapianto di fegato al Policlinico di Modena. L'intervento, eseguito dal Prof. Pinna, riesce perfettamente, ma l'organo trapiantato è pieno di cellule tumorali, probabilmente metastasi di linfonodi al rene. Per cui R.B. vive con una nuova malattia in fase avanzata. Nei giorni scorsi i figli hanno presentato una denuncia alla procura di Modena per capire come sia successo e ora è in corso una indagine della magistratura. La signora R. nel corso di una intervista accusa i medici "che sapevano e non hanno interrotto il trapianto, condannandomi a morte"; mentre il marito afferma che " il Prof. Pinna mi confermò che il fegato era affetto da alcuni linfonodi ma disse che tutto era sotto controllo". Intanto si apprende che una indagine interna del Policlinico di Modena assolve il Centro Trapianti diretto dal Prof. Pinna e che in Toscana sono stati 17 finora i donatori esclusi per la scoperta di neoplasie sugli organi da trapiantare. Le reazioni Il ministro Gerolamo Sirchia "La biologia e la medicina hanno dei limiti, non sono scienze con poteri soprannaturali. L'episodio ci addolora molto anche se resta marginale e non deve cancellare i successi di una tecnica che ha salvato migliaia di vite. I risultati degli interventi effettuati sono veramente eccezionali e il nostro Paese è oggi al top della graduatoria della qualità. Purtroppo ci sono anche casi come questo. Percentualmente molto limitati e impossibili da cancellare. Si tratta di complicanze che si registrano in tutto il mondo perché è spesso impossibile evidenziare piccoli ammassi di cellule tumorali all'interno di un organo". Il direttore del Centro Nazionale Trapianti, Alessandro Nanni Costa:"I trapianti non sono una scienza esatta e gli errori sono sempre possibili. Nel caso del trapianto effettuato a Modena non si tratta tuttavia di errori perché tutto si è svolto scrupolosamente seguendo le direttive nazionali e la procedura standard. I controlli medici sono stati rigorosi e completi. Il problema è che il fegato deve essere trapiantato entro poche ore per ottenere un buon risultato. Solo un controllo ulteriore effettuato mentre il trapianto era nella fase finale , ha comunicato la probabilità, non la certezza di una eventuale neoplasia occulta. Immediatamente sono stati contattai e informati del rischio i familiari. Ovviamente in quelle condizioni non potevano far altro che accettare il trapianto, sperando che tutto andasse per il meglio. Tutto insomma è stato fatto con la massima chiarezza e trasparenza. Il nostro compito adesso è soprattutto quello di ridurre questi eventi rari ad una percentuale assolutamente minima se non trascurabile. Siamo ovviamente rammaricati di quanto è accaduto ma tutto è accaduto con il nobile fine di salvare una vita. Il male purtroppo era in agguato ed ha approfittato della ristrettezza dei tempi in cui i medici sono costretti ad agire". La gente In un sondaggio a cura del CIRM,commissionato dal Gruppo Editoriale " l'Espresso-La Repubblica", alla domanda "Una donna sta morendo dopo aver ricevuto un organo malato. Lei ritiene, che in seguito a questo episodio, si ridurrà il numero dei donatori?", il 64% della popolazione intervistata risponde No, il 28% Si e l'8% resta senza opinione. Nonostante questo episodio resta la fiducia nei trapianti. (vipas)
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