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Eccezionale trapianto di cuore: da uno artificiale a uno vero.

L’operazione, durata 14 ore, è stata portata a termine con successo dall’equipe del Prof. Gerosa, direttore di cardiochirurgia all’azienda ospedaliera di Padova. Il paziente: “Grazie della donazione, ora ho un cuore vero”.

12/09/2011
Un uomo di Padova di 57 anni ha “stabilito” un record medico (suo malgrado): ha vissuto per 1.300 giorni con un cuore artificiale. Si tratta del periodo più lungo di sopravvivenza mai registrato al mondo. Ora però ha potuto ricevere un cuore vero e il trapianto, eseguito venerdì dall’equipe del professore Gino Gerosa, direttore della Cardiochirurgia dell’Azienda Ospedaliera Università di Padova, è andato molto bene. Attualmente il paziente - un uomo di 57 anni residente in Veneto - è estubato, sveglio e vigile e nel suo petto batte adesso un nuovo cuore umano. L’elettrocardiogramma, sottolinea l’Azienda Ospedaliera, è tornato a mostrare nuovamente le pulsazioni di un cuore umano. Le sue prime parole sono state: “Ora ho un cuore vero, grazie per avermelo donato!”. Viveva ormai da oltre 1.300 giorni con Cardiowest, un cuore artificiale totale impiantatogli nel 2007. Era in lista d’attesa da anni per ricevere un cuore. Venerdì scorso alle 18 avvertiti dal N.I.T Nord Italia Transplant della disponibilità di un cuore, i cardiochirurghi padovani sono intervenuti con due equipe: mentre una procedeva all’espianto dell’organo dal donatore, l’altra preparava il paziente per il delicato intervento. L’operazione avvenuta durante la notte, era di particolare complessità perché riguardava la rimozione nel paziente ricevente del cuore artificiale. Le parti meccaniche si integrano con i tessuti umani al quale attecchiscono specie se passano anni dall’inserimento nel corpo. L’intervento è durato complessivamente 14 ore. Le condizioni cliniche sono stabili con decorso post operatorio regolare.
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