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EPATOBLASTOMA E TRAPIANTO DI FEGATO

I risultati del Centro trapianti di fegato dell'Università di Padova mostrano come il trapianto di fegato rappresenti un'opzione terapeutica per il trattamento dell'epatoblastoma.

25/01/2004
L'epatoblastoma è il tumore maligno più frequente in età pediatrica e la sua resezione chirurgica rappresenta, al momento, il gold standard per il trattamento. Per i tumori non operabili la chemioterapia può indurre una notevole riduzione nelle dimensioni; nei casi in cui il paziente non risponde alla chemioterapia il trapianto di fegato offre una possibilità di cura. Dal 1990 al 2003, presso l'Università di Padova, sono stati effettuati 400 trapianti di fegato di cui 31 pediatrici. Per sette pazienti (quattro maschi e tre femmine) l'indicazione al trapianto era epatoblastoma con interessamento di entrambi i lobi. Tutti erano stati sottoposti a chemioterapia e prima dell'operazione non presentavano coinvolgimento extraepatico. L'età media dei pazienti era pari a 8,2 anni (range 6,4 mesi a 34 anni). Il follow up medio dopo trapianto di 41,4 mesi (media 36, range: 3-108 mesi). Il tasso di sopravvivenza attuariale del paziente dopo il trapianto per epatoblastoma è stato dell'83,3% ad uno e tre anni e del 56% a 5 anni. Cinque dei sette pazienti affetti da epatoblastoma erano in vita a 3, 12, 36, 65 e 108 mesi, al contrario due sono deceduti a causa di una ricaduta rispettivamente dopo 6 e 60 mesi dall'intervento. Un altro paziente trattato prima chirurgicamente, ha mostrato una ricorrenza del tumore a 40 mesi dall'intervento. I rimanenti quattro pazienti sono ancora in vita dopo un follow up di 28 mesi. I risultati mostrano come il trapianto di fegato possa rappresentare un'opzione terapeutica valida per pazienti con epatoblastoma non rimovibile chirurgicamente, e suggeriscono l'utilizzo della chemioterapia per ottenere un buon esito a lungo termine. (Fatti e cifre n. 48)
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