indietro

Età biologica dell’organo,
un indicatore di funzionalità post-trapianto

Da Trapianti.net

08/03/2016
Un nuovo studio ha rivelato che i fattori che regolano l’età biologica di un rene trapiantato più che l’età anagrafica del soggetto (anni di calendario) sono fondamentali per determinare come funzionerà l’organo dopo il trapianto. I ricercatori del Glasgow Ageing Research Network (GARNER), con sede presso l’Università di Glasgow, hanno evidenziato che questi elementi potrebbero fornire ai medici una più accurata previsione dei risultati post-trapianto e quindi una migliore gestione del paziente. Lo studio, che è stato pubblicato sulla rivista PLoS ONE, ha esaminato i dati dei trapianti di rene per creare un sistema di scoring andamentale pre-trapianto, chiamato Glasgow Renal Prognostic Scoring System (GRPSS). Ne è scaturito un sistema che gli autori ritengono in grado di prevedere con maggior precisione l’eventualità di una delayed graft function (DGF) ovvero di una ritardata ripresa funzionale dell’organo trapiantato. Questa condizione, comune nel trapianto di rene, può frequentemente portare a un significativo aumento del periodo di ospedalizzazione post-intervento oltre che essere un fattore di rischio per altre complicanze post-trapianto. È stato già dimostrato come l’età biologica dell’organo, e non l’età anagrafica, rappresenti un fattore chiave della qualità del rene dopo il trapianto. “Ora possiamo dimostrare che i fattori che regolano l’età biologica sono fondamentali sia per la qualità della funzione sia per la durata della stessa”, afferma Paul Shiels, biologo molecolare ed esperto dei processi di invecchiamento biologico presso l’Institute of Cancer Sciences di Glasgow. Non esiste attualmente un sistema obiettivo per prevedere il verificarsi di DGF in anticipo rispetto alla procedura di trapianto. Tuttavia questo studio, rivelando i diversi e complessi fattori che regolano i processi necessari per un sano invecchiamento degli organi, è riuscito a determinare con maggior precisione quanto un rene trapiantato funzionerà bene e per quanto tempo. Tutto parte dalla considerazione che i fattori che regolano l’età comprendono i microRNA (miRNA), una specifica sottoclasse di piccoli RNA (acido ribonucleico cioè una delle principali macromolecole biologiche che sono essenziali per la vita), che in precedenza hanno già dimostrato di influenzare molti percorsi sia di salute sia di malattia. I ricercatori hanno identificato e misurato i microRNA per mostrare, per la prima volta, che i loro livelli nel rene prima del trapianto possono essere utilizzati per determinare quando verrà riavviata la funzione post-trapianto. Per essere sicuri di quanto osservato il team ha replicato lo studio in due casistiche indipendenti di trapianti, una a Glasgow, l’altra in Austria. In entrambi gli studi il metodo si è rivelato coerente e attendibile quindi i ricercatori hanno creato questo nuovo sistema di punteggio (GRPSS) attraverso il quale è stato possibile determinare in anticipo l’insorgenza di DGF nel post-trapianto. Il tutto utilizzando semplicemente i microRNA coinvolti nella regolazione d’invecchiamento biologico in combinazione con l’età del donatore e del tipo di donazione (cadavere/vivente, cuore fermo/cuore battente). Secondo gli autori il metodo rappresenta un notevole miglioramento rispetto ai sistemi esistenti, che si basano su diversi parametri tra cui l’età cronologica. “I nostri dati forniscono la prova evidente di come le cellule, attraverso i miRNA, rispondano allo stress. Siamo convinti che questo lavoro dimostri il considerevole potenziale delle analisi di miRNA per analizzare lo stato dei donatori e per migliorare la valutazione degli organi marginali fornendo una più accurata previsione della loro funzione post-trapianto”, concludono gli autori. Bibliografia McGuinness D, Leierer J, Shapter Oet al. Identification of molecular markers of delayed graft function based on the regulation of biological ageing. PLoS One. 2016 Jan 6;11(1):e 0146378. doi: 10.1371/journal.pone.0146378. eCollection 2016.
torna su