indietro

Facilitare la donazione di organi oltre ogni frontiera.

Il Parlamento Europeo vota una direttiva sul trapianto di organi.

19/05/2010
Troppo spesso i pazienti muoiono aspettando un donatore di organi. Tempi di attesa più corti migliorerebbero significativamente le chance di chi deve sottoporsi a un trapianto. Ieri il Parlamento Europeo ha discusso una direttiva sul trapianto di organi, che mira ad aumentare la disponibilità e l’efficacia con cui un rene, un fegato, un polmone possono salvare una vita. Oggi ci sarà una votazione in prima lettura. Ci sono circa 60.000 persone in Europa che attendono un organo per un trapianto. E ogni giorno circa 12 di loro muoiono perché non hanno trovato un donatore. Prima della discussione in Aula il relatore del Parlamento Miroslav Mikolášik ci ha spiegato che il suo rapporto mira a “fissare i principi che devono guidare la donazione, che deve essere sempre gratuita, volontaria, e tutelare con particolare attenzione il donatore vivente”. Per prevenire il traffico illegale di organi - ha continuato il popolare slovacco - “ogni commercializzazione o incentivo finanziario deve essere bandito”. Il testo mette anche l’accento sulla coordinazione dei donatori fra diversi paesi. Una volta approvata dal Parlamento, i governi avrebbero tre anni per trasporre nella legislazione nazionale la direttiva in questione. Incoraggiare le donazioni: un servizio alla società Il problema è che in Europa non ci sono donazioni sufficienti, e non c’è un sistema che permetta di “scambiare” gli organi donati fra paesi europei. Nonostante l’81% della popolazione si dica favorevole alla «Tessera del donatore», solo il 12% la possiede. E le differenze fra un Paese e l’altro sono enormi. Abbinare donatori e pazienti a livello nazionale non solo limita le opzioni, ma innesca fenomeni come il traffico illegale di organi. Le organizzazioni per lo scambio internazionale di organi ad oggi coprono solo pochi paesi. Da qui il bisogno di creare un’area europea in cui, grazie alla cooperazione tra Stati membri, a standard di sicurezza condivisi e una campagna di comunicazione comune, la donazione di organi diventi più facile e più diffusa. Garantire la qualità e la sicurezza degli organi La direttiva proposta dalla Commissione europea prevede che ogni Paese abbia un’autorità nazionale, pubblica o non-profit, che si occupi di garantire la sicurezza e la qualità degli organi, dall’espianto al trapianto. Questo permetterà gli scambi tra paesi europei. Le autorità nazionali saranno collegate in un network. La Commissione stabilirà il sistema per la circolazione delle informazioni. Le norme europee garantiranno standard di qualità e sicurezza minimi, permettendo agli Stati membri che lo desiderano di adottare regole ancora più severe. “L’obiettivo è avere più organi per più pazienti”, ha spiegato Mikolášik dopo il voto della commissione Ambiente e Salute pubblica, che ha sostenuto il suo rapporto. Attualmente molti paesi - fra cui l’Italia -sono esclusi dalle due organizzazioni di scambio internazionale esistenti (Eurotransplant e Scandiatransplant), eppure “ci sono organi di buona qualità con una buona tracciabilità” in tutta l’UE. Trapianti più efficienti: pensare in prospettiva Oltre alla Direttiva la Commissione ha proposto un piano d’azione (che coprirebbe il periodo 2009-2015) in 10 punti per migliorare qualità e sicurezza degli organi, aumentare la disponibilità e rendere le procedure più efficienti e flessibili. Anche questo testo verrà discusso dal Parlamento martedì pomeriggio. I punti includono lo scambio di buone pratiche, per aiutare i Paesi con minore disponibilità di organi a migliorare, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e la nomina di “coordinatori per il trapianto di organi” all’interno degli ospedali. Il rapporto d’iniziativa dello spagnolo Andres Perello Rodriguez (Socialisti & Democratici), esprime il supporto del Parlamento al piano d’azione e suggerisce che le autorità nazionali propongano ai cittadini di diventare donatori al momento del rilascio del passaporto o della patente. “Vogliamo fare tutto il possibile per assicurare che tutti i cittadini europei in attesa di un trapianto possano sopravvivere”. Combattere il traffico illegale Per combattere il traffico di organi bisogna evitare qualsiasi forma di compensazione finanziaria, ribadiscono i deputati, con l’eccezione dei costi di espianto per il donatore vivo, che comunque in principio dovrebbe poter donare solamente ai familiari stretti. Solamente in questo caso le spese incorse potrebbero essere rimborsate.
torna su