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FEGATO: NUOVA TERAPIA POTREBBE EVITARE IL TRAPIANTO

La tecnica è descritta su Plos One ed è stata sperimentata su modelli animali.

30/09/2007
I ricercatori del Massachusetts General Hospital di Boston hanno testato con successo una nuova terapia per rallentare la degenerazione del fegato utilizzando cellule staminali del midollo osseo. Per il momento la tecnica, descritta sulla rivista Plos One, e' stata sperimentata su modelli animali. Se dovesse funzionare sugli esseri umani potrebbe salvare numerose vite e ridurre il numero dei trapianti urgenti. La terapia potenzia il sistema immunitario dando al fegato l'opportunita' di autoripararsi. Il fegato, infatti, e' uno dei pochi organi capace di rigenerare le proprie cellule. Tuttavia, in caso di epatite cronica o di eccessivo consumo di alcol prolungato, le cellule epatiche non riescono a far fronte a danni estesi. Al momento, il solo trattamento per i danni severi del fegato e' il trapianto, ma i donatori sono pochi e i pazienti che ricevono un nuovo fegato devo assumere pesanti farmaci immunosoprressori per evitare il rigetto. I ricercatori statunitensi hanno utilizzato le cellule mesenchimali del midollo e le hanno fatte coltivate in vitro per farle differenziare. Il semplice trapianto di queste cellule staminali nel fegato dei topi si e' rivelato inefficace. Tuttavia, utilizzando un bioreattore, si e' osservato che la somministrazione di molecole secrete da queste cellule puo' ridurre notevolmente l'infiammazione nel fegato e bloccare la morte cellulare. Con questo sistema, il tasso di sopravvivenza delle cavie e' passato dal 14 al 71 per cento. Secondo Biju Parekkadan, autore dello studio, l'iniezione in un paziente di questi farmaci derivati dalle cellule mesenchimali potrebbe fermare il danno epatico e consentire all'organo di rigenerarsi. (vipas)
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