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FEGATO: UNA NUOVA MACCHINA LO CONSERVA

Presentati a San Marino dal Prof Michele Rubbini i primi risultati.

21/01/2008
Un gruppo di Ricercatori Sammarinesi ed Italiani, coordinati dal Prof. Michele Rubbini, hanno presentetato nel corso di un convegno i risultati finora conseguiti, nell’ambito della ricerca volta a individuare un nuovo modo di conservare i fegati destinati al trapianto. I primi risultati della ricerca in questione, sono stati pubblicati recentemente sulla rivista scientifica “Chirurgia Italiana”: Alla ricerca partecipano l’Isituto Superiore di Sanità, il Centro Veterinario Sammarinese, l’Università degli Studi di Ferrara, l’Università degli Studi di San Marino ed il Centro Iperbarico di Ravenna, che gode del contributo e sostegno delle Fondazioni Cassa di Risparmio di San Marino e Ferrara. Il prof Rubini, coordinatore della ricerca ha dichiarato:" La conservazione del fegato destinato al trapianto viene attualmente ottenuta mediante raffreddamento rapido dell’organo fino a 4C° e lavaggio con particolari soluzioni. Vi sono allo studio nuovi metodi di conservazione che si avvalgono di macchine per la perfusione a bassa temperatura continua dell’organo. Tali macchine hanno consentito sia l’allungamento dei tempi di conservazione che la utilizzazione sperimentale di fegati provenienti da donatori a cuore non battente. Volendo eliminare i danni da freddo , allungare i tempi di conservazione, ampliare la disponibilità dei fegati destinati al trapianto utilizzando anche quelli sottoposti a brevi periodi di ischemia calda, abbiamo costruito una macchina trasportabile che realizza un ambiente iperbarico e che consente la perfusione continua del fegato. Con questa macchina abbiamo sperimentato la possibilità di conservare i fegati non a bassa temperatura ma mantenendo una temperatura di 22 C°, con la aggiunta di ossigeno, ed il mantenimento delle funzioni vitali dell’organo". (vipas)
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