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FILADELFIA (USA): 39 DONATORI PER MILIONE DI PERSONE. UN RECORD MONDIALE

Nell'ultimo numero di Salute una corrispondeza del chirurgo Ignazio Marino, direttore del Centro trapianti di fegato di Philadelphia (USA).

01/06/2003
E' un dato che conoscono solo gli addetti ai lavori ma la regione di Filadelfia, dove svolgo ora la mia attività, è la zona in cui si registra il più alto numero di donatori di organi di tutto il mondo. Nell'area di questa grande città, che comprende una popolazione di circa dieci milioni di abitanti, 156 reparti di rianimazione e 13 centri trapianto, la media dei donatori è attualmente di 39 per milione di persone (indice cosiddetto Pmp) mentre la media nazionale degli USA è del 22,3. In Europa la nazione che vanta il primato e viene presa a modello da tutti è la Spagna con una media di 32 donatori Pmp mentre l'Italia, sebbene in crescita costante, ha registrato 18,1 donatori per milione di abitanti nel 2002. I motivi che hanno determinato il successo del sistema locale, che da cinque anni ormai è il più attivo degli USA per volume di attività, sono numerosi, innanzitutto un'organizzazione basata su personale sanitario altamente specializzato in questo particolare settore, ma anche leggi ad hoc che favoriscono il collegamento tra i reparti di rianimazione dove si trovano i potenziali donatori e i responsabili delle donazioni, la sensibilizzazione dei cittadini, l'aggiornamento costante delle dichiarazioni di volontà attraverso una banca dati informatizzata disponibile 24 ore su 24 e tanto altro. Non c'è infatti un'unica "carta vincente" per spiegare il successo dell'organizzazione per il prelievo degli organi di Filadelfia. Si tratta piuttosto di aver progettato molti aspetti e dettagli contemporaneamente e averli saputi organizzare tutti bene con un obiettivo finale che in qualche modo è quello di arrivare a "normalizzare" la donazione degli organi, considerandola come un atto quasi scontato, un dovere di ogni cittadino verso la collettività. Trattandosi di un sistema che funziona molto bene, l'Organ Procurement Organization di Filadelfia (detta "OPO", una delle 59 organizzazioni nonprofit che si dedicano a questa attività negli USA) è anche il posto dove vengono sperimentate le strategie che si possono definire "di frontiera" nella ricerca di nuovi metodi per incrementare il numero dei donatori e rispondere concretamente alle esigenze dei pazienti in attesa, sempre in aumento, a cui si riesce ad assicurare un trapianto solo nel trenta per cento dei casi. Queste strategie vanno dall'utilizzo di donatori a cuore non battente (nel 2001 sono stati utilizzati 32 donatori a cuore fermo, pari a circa il 10 per cento del totale), al prelievo degli organi in donatori anziani (fino a 85 anni), alla sperimentazione di iniziative volte ad allargare il numero delle donazioni da vivente, all'applicazione di tecniche innovative come una sofisticata apparecchiatura, usata nello specifico per il prelievo dei reni, che permette di mantenere artificialmente la circolazione all'interno dell'organo prelevato, assicurando in questo modo una migliore conservazione durante il tempo che intercorre tra l'espianto e il momento del trapianto. IGNAZIO MARINO Direttore Centro Trapianti di Fegato e Chirurgia Epatobiliare, Thomas Jefferson University, Philadelphia, Stati Uniti
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