indietro

Francia: morta a 49 anni la prima donna con trapianto del viso

Colpita da due tumori, il suo cane l'aveva sfigurata

07/09/2016

Aveva resistito per quasi undici anni, ma alla fine il suo fisico ha ceduto. É morta ad Amiens, nel nord della Francia, la prima persona al mondo ad aver subito un trapianto di viso, la quarantanovenne Isabelle Dinoire.

Nel maggio 2005, la donna si era ritrovata sfigurata dopo che il suo cane, una giovane labrador che fino ad allora non aveva mai morso nessuno, l'aveva aggredita e azzannata violentemente al volto. Sul momento non si era resa conto della gravità della cosa, e aveva tentato di accendersi una sigaretta. “Non capivo perché ma non mi stava tra le labbra - raccontava qualche tempo fa alla stampa - Poi ho visto la pozza di sangue e il cane al mio fianco, sono andata a guardarmi allo specchio e lì, disgustata, non potevo credere a quello che vedevo, soprattutto perché non sentivo dolore”.

Immediatamente era stata ricoverata, con una sonda per alimentarla dato che non riusciva a deglutire e una cannula per farla respirare dalla bocca. In ospedale, per giorni non era riuscita a uscire dalla sua stanza, imbarazzata di mostrare quel viso che lei stessa non riusciva nemmeno a guardare agli altri pazienti.

La svolta, per lei e per la storia della medicina, era arrivata pochi mesi dopo, il 27 dicembre 2005. Per quindici ore, decine di chirurghi, medici e infermieri si alternano intorno al suo volto, trapiantandone la parte straziata dai morsi del cane. A guidarli, il professor Bernard Devauchelle, capo del servizio di chirurgia maxillo-facciale dell'ospedale di Amiens, e il professor Jean-Michel Dubernard, capo del servizio urologia e trapianti dell'ospedale di Lione.

Inizialmente, l'operazione sembra un successo e ha grande eco mediatico. Nel febbraio 2006, Isabelle Dinoire compare per la prima volta in pubblico, parla, anche se con voce stentata e mal articolata, e riesce a bere un bicchiere pieno d'acqua. “Dal giorno dell'operazione, ho un viso come tutti gli altri - dichiara - Posso aprire la bocca e mangiare. Da poco, sento le mie labbra, il mio naso e la mia bocca”.

Ma con gli anni, i pesanti farmaci che deve assumere per contrastare i rischi di rigetto indeboliscono il suo organismo, favorendo la formazione di due tumori. Poi, l'inverno scorso, è arrivata una forte crisi di rigetto, che l'ha privata dell'uso delle labbra. Dopo una lunga lotta, la donna si è spenta il 22 aprile scorso, ad Amiens, ma la notizia è stata diffusa solo oggi.

(ANSA)

 

Trapianto di faccia. Come stanno i pazienti dopo 10 anni?

Al momento, secondo quanto riporta la rivista Lancet, sono disponibili pochi studi a lungo termine di persone che hanno subito un trapianto di viso e, sebbene recentemente si sia aggiunto un altro studio di sette casi, le ricerche non sono sufficienti per rispondere a tutte le domande in tema di sicurezza ed efficacia delle procedure.

Nel 2005 sono stati eseguiti meno di 40 trapianti di faccia. Un gruppo di ricercatori francesi ha seguito i risultati di sette pazienti sottoposti a trapianto tra il 2000 e il 2009. Quattro avevano riportato ferite da arma da fuoco al volto, uno alcune ustioni e due avevano un tumore facciale.

“Uno studio di sette persone è relativamente grande se si considera il numero esiguo di questo tipo di trapianto” ha detto l’autore principale, Laurent Lantieri, dell’Hopital Européen Georges Pompidou di Parigi. Su una media di sei anni di follow up, due pazienti sono deceduti; uno a causa del fallimento del trapianto e delle infezioni e un altro si è suicidato dopo poco più di tre anni dal trapianto. Tutti i pazienti hanno sperimentato episodi di rigetto; i pazienti sopravvissuti hanno continuato ad assumere per anni dopo l’intervento chirurgico alte dosi di steroidi. Nessuno ha sviluppato diabete, ma tre hanno sofferto di ipertensione e tutti hanno avuto problemi di ridotta funzionalità renale.

Da un punto di vista socio-psicologico, non tutti i pazienti hanno sperimentato lo stesso miglioramento della qualità di vita e di integrazione sociale. La salute mentale è un importante predittore del successo o del fallimento di un trapianto di viso e i soggetti per questo devono essere attentamente selezionati, tanto che nei team di trapianto multidisciplinari sono presenti psicologi e assistenti sociali. Per il successo di un trapianto di viso è fondamentale la compatibilità HLA che può essere difficile in pazienti ustionati e altamente sensibilizzati.

“Il trapianto di viso non è come Face/Off – ha dichiarato Lantieri riferendosi a un film di fantascienza del 1990 – questi pazienti non hanno altre opzioni e devono affrontare i rischi solo per migliorare la qualità della vita”. Il trapianto di viso è indicato per un gruppo selezionatissimo di pazienti, in particolare per quelli che non hanno più opzioni di chirurgia plastica convenzionale e nei quali la funzionalità non è stata ripristinata.

(Kathryn Doyle, Lancet - Versione italiana: Quotidiano Sanità/Popular Science)

torna su