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Friuli V.G.: Il nuovo direttore del centro trapianti.

Dopo un anno e mezzo di attesa, Andrea Risaliti prenderà servizio il primo maggio. Guiderà anche la Clinica chirurgica.

28/03/2012
Oltre un anno e mezzo di attesa e tante polemiche per dare un direttore al Centro regionale trapianti di fegato rene e pancreas, e quindi sancire una successione difficile. Prima la ridda di ipotesi su un nome capace di garantire l’eccellenza dopo il primo novembre 2010, data in cui il professor Fabrizio Bresadola andò in pensione. Alla fine, la conferma e il conferimento dell’incarico al professor Andrea Risaliti. Udinese 58enne, direttore del Dipartimento di gastroenterologia e trapianti dell’Azienda Ospedali riuniti di Ancona e professore ordinario in Chirurgia generale all’università politecnica delle Marche, prenderà servizio il primo maggio prossimo e assumerà la direzione della Clinica chirurgica all’Azienda ospedaliero universitaria di Udine, sostituendo Dino De Anna che, dal primo aprile, andrà in quiescenza. Professore, il suo è un ritorno alle origini. Con che animo arriva a Udine? «Ho lavorato al Policlinico universitario di Udine con il professor Bresadola dal 1989 al 2004, furono anni importanti per la mia formazione. Il mio quindi è un ritorno certamente, ma da allora tante cose sono cambiate. Premetto che sono estremamente dispiaciuto di lasciare la realtà marchigiana dove, dopo otto anni di lavoro, è stata creata una struttura di primissimo piano a livello nazionale. La mia riconoscenza va alle tante persone che mi hanno supportato in questo percorso. Quanto al Friuli, a dispetto del vecchio detto, mi toccherà fare il profeta in patria, spero di riuscirci visto che ci sono diverse criticità da affrontare». Nel settore trapianti? «Certo, ma non solamente. Questo ambito deve essere riorganizzato. Per potenziare il Centro occorre un’attività destinata non solo a fargli recuperare i fasti che lo hanno contraddistinto un quindicennio fa, ma andare oltre questo obiettivo e crescere raggiungendo nuovi livelli di eccellenza». E per quanto riguarda la chirurgia? «La riorganizzazione deve coinvolgere anche la chirurgia complessa, che è sempre stata appannaggio del Centro, per puntare al recupero di quella fascia di patologie ad alta specializzazione chirurgica, che deve essere riportata all’interno della Clinica chirurgica, per consolidare e far crescere la fiducia nella struttura sia da parte del personale sia dell’utenza qualificandoci ulteriormente nella chirurgia del pancreas, del fegato e addominale. In altre parole, deve diventare un riferimento per gli interventi che non possono essere fatti negli altri Centri, ma che invece richiedono un Centro di alta specializzazione». Quale sarà lo spazio destinato alla ricerca? «La sperimentazione deve far parte del corredo genetico di una Clinica chirurgica. I fronti sono numerosi, ora stiamo lavorando su diverse linee di ricerca: dai tumori maligni alle metastasi alle malattie virali al fegato, tanto per citarne alcune. I settori sono tanti e promettenti, lo spazio sarà quindi ampio». I dati dello scorso anno relativi alle donazioni confermano il primato friulano. Buona premessa per far crescere il Centro. «Il Friuli Vg storicamente si è dimostrato una regione in cui la cultura del dono è radicata e profonda e questo è un ulteriore stimolo per potenziare l’attività del Centro che deve farsi carico del paziente nella fase precedente al trapianto attraverso uno screening destinato a verificarne la compatibilità a un trapianto o, nel caso contrario, a mettere a punto una terapia di primo livello per il trattamento. Non solo: oltre all’intervento in sé, è necessario anche garantire un’efficace gestione della fase del post trapianto». La sua è stata l’unica candidatura, come mai? «La candidatura è arrivata al termine di un lungo processo di mediazione e selezione che ha trovato ampi margini di condivisione nella società trapiantistica. Il fatto che, alla fine, ci sia stata un’unica candidatura non è che il risultato di questo processo di selezione, non deve quindi meravigliare». (Alessandra Ceschia , Il messaggero veneto)
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