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Granfondo Nazionale Trapiantati.

15 ciclisti in Sardegna per 5 tappe.

18/09/2014
È stata presentata mercoledì 17 settembre all'ospedale Papa Giovanni XXIII l’undicesima edizione della Granfondo nazionale trapiantati, organizzata anche quest’anno dall'Associazione Amici del Trapianto di Fegato in collaborazione con l’ospedale di Bergamo, per portare il tema della donazione degli organi a scuole, istituzioni, associazioni di volontariato e ospedali italiani. La corsa è scattata simbolicamente il 17 settembre dal Papa Giovanni XXIII e farà visita a 2 ospedali e 4 scuole in Sardegna per portare la testimonianza di chi, grazie al trapianto, ha potuto superare la malattia e tornare a una vita piena e attiva. Questa edizione ha come sfondo la terra sarda e vedrà impegnati dal 22 al 27 settembre 28 partecipanti: 15 ciclisti, di cui 7 trapiantati, con 13 accompagnatori di cui 5 trapiantati. Medico della manifestazione è Mariangelo Cossolini , responsabile dell’Unità di Coordinamento prelievo e trapianti del Papa Giovanni XXIII e dell’area Provincia di Bergamo. Saranno presenti anche un responsabile tecnico e due infermieri. Cinque le tappe in programma, da Pula ad Olbia, per un totale di 296 chilometri, con visite agli ospedali di Brotzu, Cagliari e Olbia e alle scuole di Pula, Carbonia, Oristano e San Teodoro. «La manifestazione ciclistica, ormai all'undicesima edizione, porta ogni anno in giro per lo stivale la testimonianza di persone che, nonostante abbiano un trapianto d’organi alle spalle, non hanno rinunciato allo sport - ha commentato Valentina Lanfranchi, Presidente dell’Associazione Amici del trapianto di fegato -. Lo scopo è nobile: dimostrare che le persone trapiantate non sono da considerare malate, ma possono tornare a svolgere una vita piena, che includa anche grande sforzo fisico, come 60 chilometri al giorno per 5 giorni consecutivi». Un messaggio di speranza, rivolto a chi è in attesa di questo delicato intervento, ma importante anche per sensibilizzare tutti sul tema della donazione degli organi. «Incontriamo ragazzi, rappresentanti delle istituzioni, operatori sanitari, insegnanti per far conoscere o ricordare che quando una vita finisce c’è la possibilità di donare organi e tessuti a chi ha malattie molto gravi e dare loro una concreta possibilità di cura - ha commentato Mariangelo Cossolini -. Inoltre lo sport per i pazienti trapiantati è anche una forma di prevenzione dalle malattie cardiovascolari e quindi di rispetto verso il dono che hanno ricevuto. L’incidenza di diabete, sovrappeso e obesità è in aumento nei pazienti trapiantati e il rischio di malattie cardiovascolari è estremamente alto. La prevenzione diventa quindi una necessità primaria». La pratica sportiva come forma di terapia è alla base del protocollo di ricerca «Trapianto… e adesso sport», presentato proprio l’anno scorso in occasione della decima edizione della Granfondo nazionale trapiantati, promosso dal Centro Nazionale Trapianti e per cui il Centro di medicina dello sport del Papa Giovanni XXIII è Centro di riferimento regionale. Nei primi 6 mesi di sperimentazione già 6 persone, tutti trapiantati di fegato, sono stati arruolati e ora si attendono i primi trapiantati di cuore e rene. Gli obiettivi dello studio non sono solo verificare se l’attività fisica prescritta dai medici dello sport e «somministrata» da personale specializzato sia in grado di migliorare alcuni parametri biologici legati alla condizione fisica, con effetti positivi sulla sopravvivenza dell’ organo trapiantato, ma anche verificare la ripresa funzionale globale del paziente, sviluppare le motivazioni per accettare di cambiare le proprie abitudini e creare linee guida per migliorare lo stile di vita dei trapiantati. «Il nostro ospedale e il territorio bergamasco costituiscono esempi virtuosi sia sul fronte delle donazioni che su quello dei trapianti ed è ammirevole la volontà di portare la nostra esperienza in giro per l’Italia - ha commentato Carlo Nicora, direttore generale dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII -. Dall'inizio dell’anno la nostra attività di trapianto è aumentata perché sono aumentati gli organi disponibili. Ci sono però ancora tanti margini di miglioramento, che passano prima di tutto attraverso l’informazione. Riflettere serenamente sula donazione e comunicare la propria scelta ai propri cari oppure al Comune di residenza è un atto di civiltà e di amore non solo verso il prossimo, ma anche verso la propria famiglia, che non sarà costretta a interpretare la volontà dei congiunti in un momento difficile». Presenti alla conferenza stampa di anche Patrizia Graziani, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Mara Azzi, direttore generale dell’Asl di Bergamo, il viceprefetto Adriano Coretti, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il ciclista Giuseppe Guerini, e i medici dell’ospedale Papa Giovanni XXIII Giuseppe Remuzzi e Gianmariano Marchesi. 22÷27 Settembre 2014 11^ Granfondo Nazionale Trapiantati - Sardegna 5 Tappe, da Pula ad Olbia, per un totale di 296 chilometri Visite agli ospedali di Brotzu, Cagliari e Olbia e alle scuole di Pula, Carbonia, Oristano e San Teodoro.
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