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Ha compiuto vent'anni la bambina con due cuori nata nella terra di Gesù.

Ril al Jerushi, palestinese, era ormai condannata a morte. Ma un bambino israeliano, Yuval Kaven, vittima di un incidente stradale, l'ha restituita alla vita donandole il cuore.

25/12/2014
Ril aveva appena compiuto 10 anni, Yuval invece ne aveva ancora 8. Sembra più grande di lei ma è il classico tipo che non crescerà mai. E lo dicono tutti, chissà perché, con gli occhi un po' lucidi. Si sono incontrati per caso in una giornata che nessuno dimenticherà mai. E venivano da posti così lontani che più da lontano non si può. Ril stava molto male quel giorno, ma proprio male male. Le mancava il fiato e non mangiava più perché qualcosa, qualcosa di cattivo, le stava divorando il cuore. I medici dell'ospedale Tel ha-Shamer di Tel Aviv dicevano che c'erano poche speranze di salvarla, che i suoi pochi anni avevano ormai i giorni contati. Ma proprio quel giorno arrivò Yuval, tutto sudato, sparato come un trenino, con la sua biciclettina azzurra e il suo carattere allegro da cucciolo buono. Tra bambini va così, ci si capisce al volo, non c'è bisogno di tante parole, non c'è bisogno di conoscersi per donarsi il cuore. Ril Al Jerushi è una bambina palestinese, coi riccioli scuri e gli occhioni di chi ha già visto tutto senza poter fare nulla. Viveva a Ramieh, dalle parti di Tel Aviv, sette anni fa quando a poche ore dalla fine un trapianto di cuore le salvò la vita da una cardiopatia congenita che la stava uccidendo. Il cuore che le restituì il futuro era di Yuval Kaveh, un bambino di otto anni: era stato investito da un'auto mentre correva come il vento sulla sua biciclettina azzurra. Yuval era un bambino speciale. Era un bambino ebreo. Braha Kaveh, la sua mamma, si ritrovò così lacrime nelle lacrime con Aani Aljaroushi, la mamma di Ril. Disse solo: «Tua figlia adesso ha il cuore di un angelo...». Ci sono piccole eroine del male laggiù che entrano nei centri commerciali con l'esplosivo nello zainetto. E soldati che sparano per le strade senza curarsi se in fondo al mirino ci sono uomini armati o bambini indifesi. Ma c'è una strana armonia in questa bambina con due cuori che vive nella terra di Gesù e che si porta dentro una speranza troppo grande per una ragazzina così piccola. Vive nascosta, dove non si dice, sono in tanti di qua e di là a preferirla morta, perché è diversa, perché non va, perché questa è la terra del Signore, ma anche di Erode. Ril ha appena soffiato via i suoi vent'anni anni dalla torta di compleanno. C'erano gli amici, due mamme e due papà. Quella biciclettina azzurra che corre come il vento non l'ha dimenticata. Sperando che in Palestina, ma non solo, quel vento un giorno possa cambiare... (Massimo M. Veronese, IlGiornale.it)
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