indietro

I 30 ANNI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

Al via la campagna sulla "bella sanità".

03/10/2007
"Il Servizio sanitario italiano è davvero equo e universalistico. Assicura a tutti, dalla culla alla fine della vita, le cure mecessarie, spesso di altissimo livelo e tecnologia, senza badare al costo, ma avendo come unico obiettivo il benessere del paziente. Sappiamo di poterlo migliorare, ma non possiamo farlo se non siamo consapevoli del suo valore". Lo ha affermato il Ministro Livia Turco, illustrando insieme ad Oliviero Toscani la Campagna del Ministero della Salute per la “Buona Sanità”, durante la Conferenza stampa presso la sala stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi. La Campagna giunge alla vigilia dei primi 30 anni del Servizio sanitario nazionale e per l’occasione è stato presentato alla stampa un inedito dossier che mette a confronto il sistema sanitario italiano con quelli dei principali Paesi europei, del Canada e degli Stati Uniti d’America. La Conferenza stampa è stata aperta dal Presidente del Consiglio Romano Prodi, che ha evidenziato: "La sanità in Italia non è uno dei quattro buchi neri nella spesa del Paese, come taluni sostengono, ma un sistema tra i meno costosi di Europa che ottiene risultati più elevati della media, a partire dall'aspettativa di vita: nel nostro sistema si vive fino a 80 anni, molto più che negli Stati Uniti, e la mortalità infantile è tra le minime. Abbiamo ancora tanto cammino da fare, ma i nostri medici sono di livello elevato - ha continuato il Presidente - e il sistema ha un certo equilibrio pubblico-privato, i nostri cittadini sono tra i più assistiti d'Europa". Alla Conferenza hanno preso parte anche il coordinatore degli Assessori alla Sanità delle Regioni, Enrico Rossi e il dottor Roberto Bertollini in rappresentanza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Una grande istituzione al servizio della tua salute Il 23 dicembre del 1978 con una Legge votata dall’85% del Parlamento (L. 833/78), nasce in Italia il Servizio sanitario nazionale pubblico basato sull’universalità dell’assistenza sanitaria, sulla solidarietà del finanziamento attraverso la fiscalità generale e sull’equità di accesso alle prestazioni. Da questo momento la storia della sanità pubblica si intreccia saldamente con le fondamenta costituzionali del nostro Paese, con la sua crescita civile e democratica e il suo sviluppo economico e sociale. Questo percorso prosegue con la costituzione del sistema delle aziende per favorire l’efficienza e la managerialità della gestione ( Decreto legislativo 502/93) e con la previsione dei Livelli Essenziali di Assistenza per garantire l’uniformità delle prestazioni su tutto il territorio nazionale (Decreto legislativo 229/99). A trent’anni dalla costituzione del SSN stiamo costruendo un quarto momento fondamentale: la “qualità e sicurezza delle cure”. Due pilastri ritenuti fondamentali dal Governo per svolgere appieno la missione di tutela della salute dei cittadini. Questo significa qualità nelle prestazioni e nell’assistenza in tutte le fasi della vita e della malattia; qualità nelle procedure e nelle linee guida; qualità per la sicurezza dei pazienti; qualità nei meccanismi organizzativi e gestionali; qualità nell’arruolamento della dirigenza dove deve contare solo il merito. Il Servizio sanitario nazionale italiano si sostanzia di valori fondamentali e di notevoli punti di forza. Tra questi spiccano il riconoscimento internazionale della sanità italiana che l’Organizzazione mondiale della sanità ha collocato al 2°posto al mondo per capacità e qualità di assistenza. Un’assistenza di alta qualità per milioni di italiani ogni giorno dell’anno in qualsiasi condizione e in qualsiasi contesto secondo i principi di universalità, equità e solidarietà. Si tratta di una conquista straordinaria di civiltà e rappresenta un indiscutibile indice di alto sviluppo sociale e democratico per un Paese. Per noi italiani forse è scontato che sia così ma in realtà sono pochi i Paesi nel mondo a garantire un’assistenza sanitaria di questo tipo per tutti i cittadini, senza alcuna discriminazione. Questo fa del nostro sistema sanitario anche un importante comparto di attività del settore pubblico dal punto di vista finanziario ed economico, dal punto di vista occupazionale e produttivo, per il valore aggiunto in termini di know how nella ricerca scientifica e farmaceutica, nelle tecnologie e nelle scienze mediche, gestionali e organizzative. Ciò permette di garantire agli italiani una aspettativa di vita in buona salute tra le migliori in Europa, come confermano i dati Oms, tanto che sono sempre meno gli italiani che si recano all’estero per le prestazioni sanitarie poiché possiamo assicurare una delle migliori reti nazionali per l’effettuazione dei trapianti d’organo in Europa, un’assistenza pediatrica gratuita per tutti i bambini da zero a quattordici anni, una diagnostica ad alta tecnologia e un prontuario farmaceutico a carico della sanità pubblica più ricco d’Europa (oltre il 70% della spesa farmaceutica nazionale è a carico del SSN). Inoltre, il nostro SSN svolge un’attenta e proficua attività di prevenzione attraverso 150 dipartimenti pubblici di prevenzione con oltre 10 mila operatori; in Europa siamo il Paese con uno dei livelli più elevati di copertura per le principali vaccinazioni e siamo i primi per le vaccinazioni dell'anziano contro l'influenza. Siamo anche il primo paese europeo a rendere disponibile gratuitamente alle bambine di 12 anni la nuova vaccinazione HPV contro il cancro della cervice uterina. Recentemente abbiamo varato il primo programma interistituzionale di prevenzione primaria "Guadagnare salute " contro alcol, fumo, scorretta alimentazione ed inattività fisica. Naturalmente una buona sanità è frutto di un lavoro costante e permanente di miglioramento e verifica del sistema. In grado di recepire e attuare i cambiamenti necessari per rispondere con prontezza all’evoluzione della domanda e dei bisogni di salute della popolazione. Il nostro sistema si basa su questo metodo portato avanti da Governo e Regioni, prevedendo il periodico aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza, l’aggiornamento del prontuario farmaceutico, l’aggiornamento delle linee guida clinico-assistenziali, la verifica dell’attuazione dei nuovi indirizzi di programmazione e riassetto del sistema, ecc. Un sistema sanitario nazionale che si avvale della professionalità di 103.658 medici e 230.251 infermieri in servizio nelle strutture di ricovero pubbliche ed equiparate; di 47.022 medici di medicina generale e di 7459 pediatri di libera scelta che hanno assistito rispettivamente ognuno una media di 1.080 adulti residenti e 1.029 bambini. Per quanto attiene all’assistenza erogata attraverso le strutture di ricovero e cura nel 2005 l’assistenza ospedaliera si è avvalsa di 1.222 istituti di cura pubblici e privati accreditati rispettivamente con 214.225 posti letto e 51.130 posti letto. Sono stati inoltre assistiti al proprio domicilio 396.757 pazienti, di cui l’84% di età maggiore o uguale a 65 anni e nelle strutture di Pronto soccorso sono state curate 23 milioni di persone (62.145 persone al giorno). Anche nel confronto internazionale con Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna quali Paesi europei più rilevanti dal punto di vista demografico e socio economico e Stati Uniti e Canada quali Paesi extraeuropei, il nostro servizio sanitario nazionale presenta notevoli punti di forza che lo inseriscono a pieno titolo tra i primi del mondo nonostante abbia una percentuale di spesa sanitaria totale rispetto al PIL (8,9%) inferiore a Stati Uniti (15,3%), Francia (11,1%), Germania (10,7%) e Canada (9,8%). In particolare, l’attesa di vita in salute alla nascita, calcolata dall’Organizzazione mondiale della sanità, colloca il nostro Paese al 1° posto (uomini 71 anni e donne 75 anni) davanti a Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna e Stati Uniti così come la speranza di vita alla nascita. Mentre per quel che riguarda una delle più gravi patologie come il cancro, la sopravvivenza in Italia a cinque anni dalla diagnosi per i tumori femminili è risultata essere pari al 59% contro una media europea del 55% e per i tumori maschili pari al 47% contro una media europea del 45% (Studio Eurocare 4). Per quanto riguarda, poi, il grado di soddisfazione dei cittadini europei sul proprio stato di salute secondo l’indagine Eurobarometer 2002 l’Italia figura al terzo posto con l’81,3% davanti a Paesi come Germania e Spagna. Un bilancio di cui andare orgogliosi che sprona il nostro Paese a fare di più e meglio per mantenere alta la qualità e l’efficienza del sistema come dimostrano gli stanziamenti di oltre cento miliardi previsti dalla Finanziaria 2008. Nell'allegato i punti di forza.
torna su