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I fondi destinati ai trapianti ridotti del 70%.

Da 3 milioni di euro a 125.000,00 €. Cosa faranno le regioni?

03/01/2012
A deciderlo è stato il governo Berlusconi con l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti, ma gli effetti inizieranno a prodursi da ora: le Regioni italiane avranno a disposizione il 70% in meno delle risorse destinate alla rete dei trapianti. La seduta del 21 dicembre della Conferenza Stato-Regioni ha reso effettivo il provvedimento che riguarda i fondi da ripartire per la rete trapiantologica. La rete dei trapianti dovrà dunque fare i conti con 3 milioni di euro in meno. Ma la cosa positiva, rileva il direttore del Centro nazionale trapianti, Alessandro Nanni Costa, è che «sono rimaste le risorse per formazione e sicurezza, attività fondamentali per la nostra rete». Come ha spiegato il ministero della Salute in una nota, «… per il settore trapianti gli stanziamenti ripartiti tra le Regioni sono destinati anche alle attività di formazione del personale sanitario e allo sviluppo di progetti per la sicurezza trapiantologica». Pur trattandosi di tagli «robusti - spiega Nanni Costa - siamo contenti perché il ministro della Salute Balduzzi, in un momento di difficoltà economica, ha mantenuto tutti i fondi che poteva mantenere e gli impegni presi”. Secondo Mauro Salizzoni, direttore del centro trapianti di fegato di Torino, questi tagli possono essere l'occasione «per razionalizzare il sistema. Penso ad esempio - rileva - alla presenza dei Coordinamenti regionali, delle tre Agenzie Regionali che raggruppano più regioni e al Centro Nazionale Trapianti”. In allegato i documenti recanti le due intese sancite.
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