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I TRAPIANTI, ESEMPIO DI BUONA SANITA' ITALIANA

Il messaggio del presidente Prodi per l'anniversario del primo trapianto di rene in italia: Roma, Policlinico Umberto I, 1966.

25/06/2006
Cari amici, desidero anzitutto ringraziarvi per l’invito a questa importante giornata, che celebra i 40 anni dal primo trapianto di rene, avvenuto a Roma nel 1966. La medicina dei trapianti è una grande conquista della scienza al servizio dell’uomo e uno strumento prezioso nel raggiungimento della prima finalità dell’arte medica, il servizio alla vita umana, basata su una decisione di grande valore etico, la decisione di offrire, senza ricompensa, una parte del proprio corpo per la salute e il benessere di un’altra persona, un gesto nobile che si configura come un autentico atto d’amore. Traggo queste parole dal discorso pronunciato da Giovanni Paolo II il 29 agosto 2000 quando, proprio qui a Roma, incontrò i partecipanti al Congresso internazionale della Società dei trapianti. Intendo perciò esprimere la mia riconoscenza a tutte le famiglie che, nel dolore e nel silenzio, ogni giorno rendono possibile questa attività, garantendo una possibilità di salute e perfino la vita a migliaia di malati, talvolta privi di speranza. Senza di loro, lo sviluppo della rete trapiantologica italiana, con i successi conseguiti e che oggi celebriamo, non avrebbe avuto luogo. Per ottenere tutto questo sono stati necessari anni di comunicazione, un grande impegno nelle campagne informative, iniziative a cui io stesso ho partecipato. Assieme ad esse, il mio ringraziamento va ai rianimatori e ai coordinatori che si deciano a questo difficile compito, e alle associazioni che li supportano con grande impegno. La rete italiana dei trapianti, proprio perché vincolata all’impegno morale di corrispondere alla volontà del donatore, rappresenta oggi un esempio di buona sanità nel settore pubblico. Gli organi e i tessuti donati rappresentano un importante bene pubblico, che non ha prezzo e non lo avrà mai, ma che esprime un incredibile valore che dobbiamo utilizzare nel modo migliore possibile. Lo stiamo facendo? L’accoglienza del paziente in lista d’attesa, il rispetto dei criteri di selezione nella scelta del candidato al trapianto, la trasparenza nella verifica dei risultati, resi pubblici sul sito del Ministero della Salute, e la certificazione degli esiti da parte dei registri internazionali, sono una vera garanzia per i cittadini e un riferimento per tutto il mondo della sanità. I progressi compiuti dal nostro Paese negli ultimi anni ci hanno portato ad essere per le donazioni di organi il secondo Paese in Europa dopo la Spagna; possiamo dire di essere il primo per la qualità degli esiti dei trapianti, per la organizzazione complessiva della rete, per l'attività di trapianto di organi in settori di eccellenza come il trapianto di segmenti epatici, il trapianto di intestino, il trapianto in soggetti sieropositivi per le donazioni, le banche e i trapianti di tessuti e di cellule staminali emopoietiche. Questi risultati sono stati ottenuti grazie all’applicazione della legge 91/99 e dei provvedimenti successivi nei vari settori, che hanno costituito una rete dedicata ai trapianti, supportata dal Ministero, dagli Assessorati alla Sanità delle Regioni e dalla Conferenza Stato Regioni, coordinata dal Centro nazionale e dai Centri regionali e interregionali. Oltre alle attività assistenziali, la rete deve svolgere funzioni di ricerca, partecipare all’evoluzione del network collaborativo europeo, sviluppare funzioni di comunicazione e informazione per i pazienti e i cittadini, occupandosi anche della formazione specifica dei professionisti e degli operatori del settore. Ringrazio i responsabili della rete per il lavoro e l’impegno, 24 oresu 24, 365 giorni all’anno, per avere costruito una squadra molto unita, dal livello nazionale a quelli regionali, agli ospedali e al territorio. Grazie al vostro impegno oggi i pazienti italiani non vanno più a cercare i trapianti nei centri europei. Il turismo trapiantologico degli italiani è finalmente terminato. Sfide importanti attendono il settore dei trapianti: • mantenere e aumentare i livelli attuali di donazione e trapianto e di monitoraggio delle liste di attesa, sorvegliando l'equità del sistema. • Sviluppare l'area Centro-Sud, dove peraltro sono presenti già oggi centri di trapianto di assoluto valore. • Diventare punto di riferimento per i Paesi dell'Unione europea e in particolare quelli dell'area orientale, con i quali abbiamo costituito un'organizzazione intergovernativa che ha sede in Roma e che sta favorendo scambio di organi e programmi di supporto e gemellaggio a livello internazionale. • Guardare al bacino del Mediterraneo, sviluppando, in collaborazione con il Ministero degli Esteri e il Ministero della Salute, sistemi di accordi, per esportare questo modello organizzativo di buona sanità, qualificando l'attività del nostro Paese nei settori di avanguardia. • Sviluppare l'attività delle cell-factory, le fabbriche di cellule, con la consapevolezza che lo sviluppo della medicina rigenerativa rappresenta il futuro della scienza medica e un potente volano per l'innovazione di cui il nostro Paese ha bisogno. Sono certo che il Ministero e le Regioni supporteranno la vostra attività, valorizzandola negli ambiti di sviluppo, ricerca e innovazione. A questo sforzo vi invito con rinnovato impegno, lo dobbiamo a chi in questi 40 anni ha fatto dono di sé proprio per la fiducia nella vostra opera.
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