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I TRAPIANTI NEL NUOVO PIANO SANITARIO NAZIONALE

E' stato presentato dal Ministro della salute il nuovo Piano sanitario nazionale 2003 - 2005. Tra gli obiettivi strategici la promozione dei trapianti di organo

28/06/2003
Il piano Sanitario nazionale 2003 - 2005 individua gli obiettivi strategici e generali per la salute ddei cittadini italiani. Anche i trapianti di organo fanno parte di questi obiettivi. Riportiamo quanto previsto dal piano. 3 - Promozione della salute 3.6. Promuovere i trapianti di organo Per quanto riguarda i trapianti di organo, è noto che i vantaggi prevalgono sulle complicanze (rigetto, infezioni e loro conseguenze) con una sopravvivenza a cinque anni compresa tra il 70% e l'80%, secondo l'organo trapiantato. E', comunque, necessario continuare a perseguire il reperimento degli organi in tutte le Regioni. Nel nostro Paese, tuttavia, i livelli di attività sono disomogenei tra le diverse Regioni, sia in termini di donazioni, sia in termini di trapianti, e ciò non contribuisce certamente a garantire quella parità di accesso alle cure cui i pazienti hanno diritto. Nel corso dell'ultimo triennio l'incremento complessivo del numero di donazioni e della qualità dei trapianti in Italia ha portato il nostro Paese al livello delle principali Nazioni europee, e il numero dei donatori di organo è aumentato del 42,3%, con un incremento complessivo del 27,4% del numero dei trapianti. Sono obiettivi strategici in questo campo: - promuovere la valutazione di qualità dell'attività di trapianto di organi, tessuti e cellule staminali; - favorire la migliore utilizzazione degli organi disponibili, attraverso la diffusione di tecniche avanzate, addestrando gli operatori e favorendo lo svolgimento di queste attività in Centri di Eccellenza; - predisporre un Piano nazionale per prelievo, conservazione, distribuzione e certificazione dei tessuti; - verificare la possibilità che nei casi opportuni vengano utilizzati organi anche da donatore vivente, dopo una attenta valutazione dell'applicazione della normativa in vigore e delle Linee Guida, formulate dal Centro Nazionale Trapianti. Va comunque ricordato che la donazione da vivente non è scevra da pericoli sanitari e sociali ed è quindi da considerarsi residuale rispetto alla donazione da cadavere che deve restare l'obiettivo principale del Servizio Sanitario Nazionale; - attivare algoritmi oggettivi e trasparenti per l'assegnazione degli organi da trapiantare e per il monitoraggio dei pazienti trapiantati, uniforme su tutto il territorio nazionale; - prevedere che il flusso informativo dei dati relativi ai trapianti di cellule staminali emopoietiche sia integrato nell'ambito del Sistema Informativo Trapianti, anche attraverso la collaborazione con il Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo (GITMO) e l'organizzazione GRACE (Gruppo di Raccolta e Amplificazione delle Cellule Staminali Emopoietiche) che riunisce le banche di cellule staminali placentari; - definire la Carta dei Servizi dei Centri di trapianto, prevedendo aggiornamenti continui; - estendere lo sviluppo del Sistema Informativo Trapianti; - incrementare l'informazione ai cittadini circa le attività quali - quantitative dei Centri di trapianto. Per il prossimo futuro, inoltre, occorre procedere a: - ridurre il divario fra le Regioni in termini di attività di reperimento donatori per raggiungere il numero delle 30 donazioni per milione di abitanti; - predisporre, per i familiari dei soggetti sottoposti ad accertamento di morte, un supporto psicologico e di aiuto; - attuare il finanziamento per funzione, come individuato nell'articolo 8 sexies del Decreto Legislativo 19 giugno 1999 n. 229, superando il finanziamento per DRG; - sorvegliare il rispetto delle Linee Guida per i trapianti da donatore vivente attivando in particolare l'organismo di parte terza ivi previsto per informare correttamente le parti in causa sui vantaggi e svantaggi delle procedure; - monitorare l'attività delle singole Regioni circa i prelievi di tessuti umani e la loro utilizzazione, l'attivazione di banche dei tessuti regionali o interregionali, il loro accreditamento e la loro funzionalità; - inserire anche i trapianti di cellule staminali emopoietiche tra i trapianti d'organo e da tessuti, raccogliendo i dati presso il Centro Nazionale Trapianti, e collegando quest'ultimo con il registro dei donatori viventi di midollo osseo istituito presso l'Ospedale Galliera di Genova; - favorire lo sviluppo di attività di ricerca connesse alle attività di trapianto; - supportare l'attivazione di procedure informatiche standardizzate, soprattutto per la gestione delle liste di attesa; - promuovere adeguate campagne di informazione rivolte ai cittadini, con il concorso delle Associazioni dei pazienti e dei volontari; - realizzare la selezione dei riceventi il trapianto con algoritmi condivisi e procedure informatizzate, documentando ogni passaggio del processo decisionale ai fini di un controllo superiore; - valutare e rendere pubblici i risultati delle attività di prelievo e trapianto di organi; - rendere sempre più oggettivi e trasparenti i criteri di ammissione del paziente al trapianto.
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