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IL CHERATOCONO: VERSO L'ADDIO DEL TRAPIANTO DI CORNEA ?

Il cheratocono ora si cura. La tecnica inventata a Siena da Caporossi ha superato la sperimentazione e si sta diffondendo nel mondo.

24/05/2008
La parte centrale della cornea, normalmente rotonda e a cupola, si assottiglia, si sfianca in più punti, s'incurva gradualmente verso l'esterno, si modifica nella forma. Di conseguenza diminuisce la capacità visiva, l'immagine si distorce, la visione diventa confusa da vicino e da lontano, nella maggior parte dei casi il tessuto corneale si opacizza, diventa necessario il trapianto. È il cheratocono, patologia degenerativa della quale non si conosce la causa, legata a una debolezza strutturale della cornea. La malattia insorge in genere tra i 10 e i 14 anni. "Inizia la miopia, un astigmatismo irregolare, asimmetrico, disturbi di refrazione che non si possono correggere con gli occhiali, ma costringono all'uso di lenti a contatto rigide molto personalizzate. Finora non si poteva che aspettare e sperare in una progressione lenta sapendo che il cheratocono che comincia a quell'età porta al trapianto di cornea", spiega Aldo Caporossi che a Siena dirige il dipartimento di Scienze oftalmologiche all'università ed è responsabile dell'unità operativa di Oculistica, fiore all'occhiello del policlinico Santa Maria alle Scotte. La prognosi è più favorevole se la malattia si manifesta sui 25 anni: "in genere bastano le lenti perché la degenerazione si ferma intorno ai 35, 40 anni con un cross linking (incrocio di collegamenti) per così dire fisiologico". Oggi però c'è la metodica che riesce a fermare il progredire della malattia per chi, tra i 10 e i 40 anni, soffre di cheratocono non ancora stabilizzato. È stata sviluppata nel 2004 da Aldo Caporossi con Stefano Baiocchi e Cosimo Mazzotta e potrebbe ridurre il numero dei trapianti se applicata in fase precoce. Pubblicata su Cornea e altre prestigiose riviste scientifiche, la tecnica è già diffusa a livello mondiale. "Nella sperimentazione cominciata 4 anni fa si trattava un occhio solo. Abbiamo così verificato che nel 100% dei trattati fino ad oggi il cheratocono è stato fermato o rallentato, mentre nell'occhio non trattato si è registrato un peggioramento medio di oltre 1,5 diottrie a più di 38 mesi", dice Caporossi, "La tecnica inoltre consente due diottrie in meno di astigmatismo e 2,8 decimi di miglioramento dell'acuità visiva. Certo, non cambia la vita in chi è rimasto con un decimo e arriva a 3. Perciò è importante farla al primo stadio". La tecnica si basa su luce ultravioletta e sostanza foto sensibilizzante che aumenta i collegamenti incrociati tra collagene (una sorta di ponti nelle molecole della cornea), creando un collante biologico che rinforza la struttura corneale debole e frena l'ulteriore curvatura irregolare. In 20 pazienti su 100 la patologia è familiare. "L'eredità salta spesso due, tre generazioni e in famiglia si dimentica ... e quando qualcuno non vede bene si pensa ai soliti problemi refrattivi. Il "sospetto" invece deve venire all'oculista che fa la prima visita. Solo così si arriva a una diagnosi precoce e una cura efficace". Anna Maria Messa Info: Siena, tel: 0577282244; segreteria 0577585181
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