indietro

IL CUORE DI UN GIOVANE ARABO TRAPIANTATO A UN SOLDATO ISRAELIANO

I protagonisti della storia sono un militare di leva e un arabo con passaporto israeliano.

02/04/2008
Un soldato israeliano ha perso la vita e il suo cuore ha salvato un giovane arabo grazie a un trapianto. I protagonisti della storia sono un militare di leva di 19 anni, Yaniv Pozoarik originario della città di Holon, e un arabo con passaporto israeliano di 25, Salim Louai, residente nella cittadina di Ibillin, nell'alta Galilea. La sera del 25 marzo il caporale Yaniv, mentre si trova nella sua base di ritorno da un servizio di pattugliamento, viene colpito da un proiettile partito per errore dall'arma di un altro commilitone. Quando arriva all'ospedale di Haifa i medici annunciano alla famiglia la morte cerebrale. «È bastato un attimo per decidere di donare i suoi organi - ha raccontato Yafim, il padre - perché siamo stati certi che lui, sempre così generoso, sarebbe stato orgoglioso della nostra scelta». Quando i medici sono ancora in sala operatoria per l'espianto, inizia la fase dello screening fra i pazienti in attesa di trapianto. E la morte del caporale Yaniv si incrocia così, per complicate questioni genetiche, con la vita di Salim. Arabo-palestinese con passaporto israeliano, il giovane Salim Louai vive da cinque mesi legato ad cuore artificiale: «Abbiamo sempre saputo che l'unica speranza di sopravvivenza sarebbe stata un trapianto» racconta il fratello Tahar. L'intervento, durato sei ore, si è svolto presso il centro specializzato di “Chaim Sheba” vicino a Tel Aviv. «Abbiamo atteso con ansia fuori dalla sala operatoria - ha ricordato Tahar Louai - poi abbiamo visto uscire la barella con sopra Salim, finalmente con un cuore nuovo». Il padre del soldato non ha dubbi: «Non mi importa chi sia ad avere ricevuto l'organo di mio figlio - ha detto - ma sono certo con quel cuore, diventerà buono pure lui». vipas
torna su