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IL FEGATO BIO-ARTIFICIALE: L'ESPERIENZA ITALIANA

Il numero 2 (2002) della rivista TRAPIANTI riporta lo stato dell'arte del fegato bio-artificiale nell'esperienza clinica italiana.

28/07/2002
La mortalità per insufficienza epatica acuta è ancora alta, nonostante i progressi dei supporti di terapia intensiva ed oscilla, senza trapianto di fegato, fra il 60 e l'80%. Il trattamento di scelta è pertanto rappresentato dal trapianto di fegato ma esistono tuttora problemi importanti nella disponibilità di organi in tempi brevi. Il fegato bioartificiale (BAL) che coniuga una componente artificiale rappresentata da fibre sintetiche ed una biologica costituita da cellule epatiche porcine, può rappresentare un valido supporto temporaneo in attesa di un organo da trapiantare. In un articolo pubblicato sulla rivista "TRAPIANTI" (n.2, 2002), Fulvio Calise, della Divisione di Chirurgia epato - biliare e trapianto di fegato dell'Azienda ospedaliera Cardarelli di Napoli, ed altri, esaminano l'esperienza italiana effettuata negli ultimi tre anni in studi clinici multicentrici con il BAL HepatAssist (Padova, Torino), il BAL di Ferrara (Bologna, Modena), e l'AMC-BAL di Napoli (Napoli, Roma S. Eugenio). La sopravvivenza globale dei pazienti trattati è risultata del''80%. Non è stata riscontrata, in tutti i controlli effettuati con cadenza trimestrale, alcuna infezione da retrovirus porcino. La conclusione degli autori è che in queste prime esperienze cliniche il BAL, caricato con cellule porcine ha dimostrato la propria sicurezza ed affidabilità. Resta tuttavia da stabilire la reale validità di un tale supporto terapeutico in studi più ampi, randomizzati e controllati. Inoltre aver potuto dimostrare l'assenza di rischio di trasmissione di zoonosi collegata a questa procedura può aprire le porte, così come asserito nel recente documento dell'Accademia Pontificia Pro Vita, a anche a sperimentazioni pilota di xenotrapianto di organi interi, purché questa abbiano confermato, nella fase sperimentale pre-clinica, l'efficacia del modello ed una duratura sopravvivenza dell'organo. (vipas)
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