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Il lutto: Antonio Rodari ci ha lasciati.

É stato Presidente nazionale A.I.D.O. dal 1978 al 1986.

11/01/2010
L'avvocato Antonio Rodari si è spento sabato 9 gennaio all'età di 88 anni nella sua casa di Capriate San Gervasio, stroncato da un infarto. Decano della professione, era stato per diversi mandati anche presidente dell'Ordine a partire dal 1977. Personaggio conosciutissimo a Bergamo e non solo, si era iscritto all'albo nel lontano 1947. Per tutti era Nino: la sua fama lo aveva portato a esser considerato un principe del foro. Nato a Lovere nel 1921, era noto anche per la sua grande passione per lo sport e soprattutto per il calcio. Rodari era molto attivo anche nel volontariato. Il 15 gennaio del 1972, in una lettera a Giorgio Brumat, con allegato l'atto di donazione, offrì la sua collaborazione per lo sviluppo dell'A.I.D.O. che da poco era stata costituita e che stava uscendo dai confini provinciali. Fu sua la prima stesura del primo atto costitutivo che il 22 febbraio del 1972 veniva registrato dal notaio dottor Mario Donati ed entrò a far parte del Consiglio provvisorio che aveva il compito di coordinare le attività promozionali. Dal 14 gennaio 1978 al 25 ottobre 1986 è stato Presidente Nazionale dell'A.I.D.O. Durante la sua presidenza, oltre ad un notevole incremento degli iscritti, passati da 102.225 del 1978 a 537.865 del 1986, si svolsero: - il II Convegno di studi sui prelievi e trapianti di organi che vide la partecipazione di numerosi specialisti di diverse discipline, divisi in 6 commissioni, che elaborarono una serie di proposte di modifiche migliorative alla legge 644 e relativo regolamento; - il primo corso di preparazione dei quadri associativi; - l'incontro con il Presidente della Repubblica Sandro Pertini; - lo studio comparato sulle legislazioni europee. Il 28 febbraio 1986, l'allora Ministro della Sanità On. Costante Degan, gli consegnò la Medaglia d'oro al Merito della Sanità Pubblica, che lo stesso ministero aveva conferito all'A.I.D.O..
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