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Il messaggio della Presidente Nazionale Flavia Petrin per Antonella

23/01/2021

"In questa tragedia terribile le parole dei genitori di Antonella illuminano la notte del dolore. AIDO esprime vicinanza alla famiglia della bambina e profonda gratitudine per la scelta del dono. Nulla restituirà Antonella alla sua vita e alla sua famiglia, ma lei ha donato quello che di più alto si possa donare, sé stessa. Lo hanno detto mamma e papà: Antonella avrebbe voluto così".
Sublime. Grazie ad Antonella la nostra società oggi è un po' più bella, solidale, generosa.

Flavia Petrin
Presidente  Nazionale AIDO

 

Antonella morta per una sfida social: i suoi organi salveranno tre bambini.
I genitori: "Lei avrebbe detto sì a donazione"

Pancreas, fegato e un rene a Roma, a Genova l'altro rene. Il cuore non è stato ritenuto ideoneo.
Il papà: "Antonella vivrà ancora". Due inchieste sulla vicenda

Il suo fegato, un rene e il pancreas sono partiti per il Bambino Gesù di Roma, l’altro rene arriverà al Gaslini di Genova. Gli organi di Antonella Sicomero salveranno tre bambini. È il miracolo della donazione, quella a cui hanno dato il loro assenso i genitori della bambina di 10 anni morta per una sfida social. Un gioco estremo che avrebbe fatto su TikTok e sul quale adesso le procure palermitane hanno aperto due inchieste per “istigazione al suicidio”.

Una inchiesta è coordinata dal procuratore dei minori Massimo Russo e dal sostituto Paoletta Caltabellotta e l'altra dal procuratore aggiunto della Procura ordinaria Laura Vaccaro, che coordina le indagini sui reati che coinvolgono le cosiddette fasce deboli. La Procura ordinaria, che ipotizza l'istigazione al suicidio, vuole fare luce su quanto accaduto nei minuti che hanno preceduto il 'gioco mortale' della bimba di dieci anni.

L’espianto degli organi della bambina della Kalsa ha avuto inizio nella notte all’ospedale dei Bambini di Palermo, dove una équipe, diretta dall'anestesista sta terminando le operazioni. Due i bambini che verranno operati a Roma dove sarà eseguito un trapianto combinato, e uno a Genova. Il cuore, che è stato donato dai genitori, purtroppo non è stato ritenuto idoneo al trapianto che si sarebbe dovuto eseguire all'Ismett di Palermo. Al termine dell'espianto, come disposto dalla magistratura, sarà eseguita l'autopsia sul corpo della bambina.

Ieri a pranzo i genitori sono stati informati dai medici che le condizioni di Antonella erano disperate e che la bambina non ce l’avrebbe fatta. La cintura che aveva stretto attorno al collo per partecipare al “Blackout challenge” su TikTok, un gioco assurdo e inaccettabile che spinge i partecipanti a rimanere senza respiro il più possibile per vincere la sfida social, l’aveva soffocata.

La direzione strategica del “Di Cristina” diretta da Maurizio Colletti e Salvatore Requirez aveva diffuso poche ore dopo un comunicato in cui si dichiarava la "morte cerebrale” della bambina. È stato in quel momento che ai genitori di Antonella è stato chiesto l’assenso all’espianto e alla donazione degli organi. Una decisione sofferta ma che la famiglia ha deciso di prendere perché “così Antonella salverà tanti bambini”, ha detto ieri il papà della bambina.

"Abbiamo scelto di dire si alla donazione perché nostra figlia avrebbe detto 'si, fatelo'. Era una bambina generosa. E visto che non potevamo averla più con noi, abbiamo ritenuto giusto aiutare altri bambini". Così i genitori della bambina. Il loro consenso alla donazione degli organi della figlia salverà quattro bambini in altre regioni d'Italia. Il prelievo degli organi, iniziato all'ospedale dei Bambini questa mattina, è terminato da pochi minuti. Saranno trapiantati il fegato, che è stato splittato (diviso a metà e destinato a due bambini), i reni e il pancreas che sarà trapiantato in combinato con una parte di fegato. Il cuore e i polmoni non sono stati ritenuti idonei, mentre per le cornee i genitori avevano espresso opposizione.

"In questo momento di grande dolore - commenta il Coordinatore del Centro regionale trapianti, Giorgio Battaglia - esprimo ai familiari il nostro cordoglio e la nostra vicinanza. A distanza di pochi giorni dal sì alla donazione espresso da una mamma nello straziante dolore della perdita della figlia, oggi abbiamo avuto un altro esempio della grande generosità e solidarietà di due splendidi genitori che hanno permesso di salvare altri quattro bambini". "Siamo molto provati - afferma Tania Lazzaro, direttore della rianimazione pediatrica dell'Ospedale dei Bambini - perché in pochi giorni abbiamo vissuto due tragedie. Per entrambi i casi mi sento di dire che queste coppie di genitori, dopo il loro gesto eroico, hanno rivisto le loro figlie adagiate non in un letto di morte ma in un letto di vita. Questo lo snodo comune legato al dono. Siamo tutti provati. Ma questa "luce" io l'ho vista".

(Romina Marceca, Palermo.Repubblica.it)

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