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IL PAPA HA PROCLAMATO DON CARLO GNOCCHI "VENERABILE"

Lo ha fatto venerdi 20 dicembre, nel corsodel solenne concistoro per le beatificazioni e canonizzazioni. Un passo importante sulla strada della beatificazione.

21/12/2002
Gli alpini e l'Aido di tutta Italia l'avevano chiesto a gran voce al Papa, a fine novembre, nell'udienza speciale che Giovanni Paolo II ha concesso alla Fondazione Don Carlo Gnocchi, a chiusura del cartello di iniziative e manifestazioni organizzate nel 2002 in occasione del centenario della nascita del "papà dei mutilatini" e cinquantesimo dell'Opera che oggi porta il suo nome. E il Papa ha risposto: venerdì 20 dicembre si è compiuto il passo forse più significativo sul cammino della beatificazione di don Gnocchi. Nella cornice del Palazzo Apostolico, il Pontefice ha presieduto il solenne concistoro per le beatificazioni e canonizzazioni nel corso del quale don Carlo - del quale è stata riconosciuta l'eroicità delle virtù - è stato dichiarato "venerabile". Ciò significa che don Gnocchi è degno di essere guardato con devozione e rispetto, essendo un modello autentico di vita evangelica. Il proclama del Santo Padre suggella un anno straordinario per la grande famiglia della "Don Gnocchi". Quasi settemila pellegrini, un mese fa, avevano gremito la Sala Nervi, in Vaticano, per l'affettuoso ed entusiastico abbraccio con Giovanni Paolo II. Al Papa, alpini e Aido avevano consegnato due diverse suppliche, per chiedere la beatificazione del cappellano della Tridentina durante l'immane tragedia della campagna di Russia e poi profeta del trapianto d'organi, con la decisione di donare in punto di morte le proprie cornee a due mutilatini ciechi, quando ancora in Italia i trapianti non erano consentiti dalla legge. "Carissimi fratelli e sorelle - era stata l'esortazione di Giovanni Paolo II -. Continuate a seguire le orme di questo indimenticabile maestro di vita. Come lui, siate buoni samaritani per quanti bussano alla porta delle vostre case. Il suo messaggio rappresenta oggi una singolare profezia di solidarietà e di pace. Servendo infatti gli ultimi e i piccoli in modo disinteressato, si contribuisce a costruire un mondo più accogliente e solidale". Con il riconoscimento dell'eroicità delle virtù, prosegue il processo per la beatificazione di don Gnocchi, aperto il sede diocesana dal cardinale Carlo Maria Martini trent'anni dopo la sua morte, avvenuta il 28 febbraio del 1956. Don Carlo era nato a San Colombano al Lambro, presso Lodi, il 25 ottobre 1902, Ordinato sacerdote nel '25, fu prima assistente d'oratorio e poi direttore spirituale dell'Istituto Gonzaga dei Fratelli delle Scuole Cristiane, una delle scuole più prestigiose di Milano. Allo scoppiare della guerra, si arruolò come cappellano volontario e partì, prima per il fronte greco-albanese, e poi - con gli alpini della Tridentina - per la campagna di Russia. Nel gennaio del '43, durante l'immane tragedia della ritirata del contingente italiano, si salva quasi per miracolo. Ed è in quei giorni che, assistendo gli alpini feriti e morenti e raccogliendone le ultime volontà, matura in lui l'idea di realizzare una grande opera di carità, che troverà compimento, a guerra finita, nella Fondazione Pro Juventute. Voluta per assicurare cura, riabilitazione e integrazione sociale agli orfani, ai mutilatini e poi ai poliomielitici, la Fondazione Don Gnocchi ha ampliato nel tempo il proprio raggio d'azione a favore soprattutto di ragazzi portatori di handicap, affetti da complesse patologie acquisite e congenite, ma anche nei confronti di pazienti di ogni età che necessitano di interventi riabilitativi neurologici, ortopedici, cardiologici e respiratori. Dall'81 l'attività si è estesa all'assistenza degli anziani, in prevalenza non autosufficienti e negli ultimi anni anche ai malati oncologici terminali. Riconosciuta Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), segnatamente per i centri di Milano e Firenze, oggi la Fondazione ha alle proprie dipendenze oltre tremila operatori ed eroga le proprie prestazioni in 21 Centri, distribuiti in nove regioni. Di recente ha ottenuto il riconoscimento di Organizzazione Non Governativa (ONG) per un più diretto intervento nei Paesi in via di Sviluppo. Da dieci anni, presidente della Fondazione è monsignor Angelo Bazzari: "L'occasione del centenario della nascita di don Carlo - spiega - richiama a tutti il dovere di curvarsi verso i più bisognosi, perchè l'esempio della pietà coraggiosa di don Gnocchi continui a commuovere, a parlare, a indurre a ripetere il suo gesto amoroso verso tanti piccoli, grandi sventurati. E ancora una insegni a tutti che il bene è più forte del male; che in una società civilmente e cristianamente ordinata le sventure altrui sono un dovere comune e che non vi è opera più nobile e non vi è gioia più commovente, di quella chesi prodiga in favore dei più deboli".
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