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IL POST TRAPIANTO NEI DONATORI DI LOBO DESTRO DEL FEGATO

Il Seoul National University College of Medicine ha condotto uno studio prospettico che ha analizzato gli outcome di 83 donatori viventi sottoposti ad interventi consecutivi di RH, tra il gennaio 2002 e luglio 2004.

04/07/2007
Nonostante i progressi ottenuti con la diffusione della cultura della donazione, il numero di organi disponibili per i trapianti resta insufficiente. Per quanto concerne il trapianto di fegato si cerca di risolvere – almeno in parte – il problema della carenza di organi ricorrendo al trapianto da donatore vivente, cioè prelevare una parte di fegato da un donatore volontario e trapiantarla successivamente nel paziente che necessita del nuovo organo. I donatori viventi vengono quindi a sottoposti epatectomia sinistra o destra del fegato. I donatori di fegato sottoposti ad epatectomia del lobo destro (RH) vanno incontro ad più alto tasso di morbilità rispetto ai donatori che si sottopongono all’epatectomia del lobo sinistro. Per migliorare il successo della donazione andrebbe quindi conosciuta la precisa morbilità dei donatori sottoposti a interventi di epatectomia del lobo destro. Tuttavia,  riferendosi ai dati in letteratura il tasso di complicanze post-trapianto può variare dallo 0 al 67 per cento in relazione alla definizione di morbilità che viene presa in considerazione. Per determinare con maggiore precisione la reale incidenza di complicanze per i donatori viventi sottoposti a RH, al Seoul National University College of Medicine ha condotto uno studio prospettico che ha analizzato gli outcome di 83 donatori viventi sottoposti ad interventi consecutivi di RH, tra il gennaio 2002 e luglio 2004. La morbilità è stata valutata  utilizzando una classificazione standardizzata della gravità delle complicanze: il sistema di Clavien modificato. Secondo questo sistema di classificazione, la morbilità è suddivisa in cinque diversi gradi: grado I per complicanze minori; grado II per complicanze potenzialmente mortali e richiedenti un trattamento farmacologico; grado III per complicanze che richiedevano un intervento invasivo; grado IV per complicanze arrecanti una disfunzione dell’organo che necessitavano del ricovero in un reparto di terapia intensiva; infine, grado V per complicanze che portavano alla morte del paziente. I donatori sono stati monitorati per un periodo di almeno 12 mesi, durante il quale non si è verificato nessun caso di decesso o di relaparotomia nei pazienti. I risultati – pubblicati su Liver Transplantation – indicando che complessivamente il 78,3% dei pazienti (65 su 83) sono andati incontro a complicanze post-trapianto: di grado I e II rispettivamente in 64 (77,1%) e 11 (13,3%) pazienti; di grado III in un solo paziente (1,2%); di grado IV e V in nessun paziente. Le più comuni complicazioni di grado I erano l’iperbilirubinemia binemia (n = 31) e l’effusione pleurale (n = 31); per il grado II la complicazione più comune era il leakage biliare (n = 7). I livelli di birilubina e di alanina aminotransferasi erano nella norma nel 92,7% dei donatori ad un anno di follow-up. "Nonostante che le complicanze riscontrate nella nostra analisi siano per la maggior parte di grado minore e con un decorso limitato, deve essere considerato che il 78% dei donatori viventi di lobo destro del fegato sono andati incontro a morbilità", commentano gli autori. "Pertanto, una continua raccolta standardizzata di dati sulla morbilità dei donatori, così come una chirurgia meticolosa e una terapia intensiva, sono essenziali per il successo della donazione di fegato tramite epatectomia del lobo destro". In un editoriale di accompagnamento su Liver Transplantation, viene appoggiata l'idea di di introdurre un sistema di assegnazione standardizzata per valutare il grado di complicanze per i donatori viventi di fegato. "Il sistema modificato della classificazione di Clavien introdotto nel 2004 è semplice e informativo: riteniamo che il suo impiego possa migliorare di molto il confronto degli outcome dei trapianti da donatori viventi di fegato", conclude l'editoriale. "D'ora in poi, questo sistema di classificazione dovrebbe essere sempre usato laddove vengono discusse le complicanze chirurgiche dei donatori viventi di fegato". Bibliografia Yi NJ, Suh KS, Cho JY,  et al. Three-quarters of right liver donors experienced postoperative complications. Liver Transplantation 2007; 13: 797-806. [abstract] Sugawara Y, Tamura S, Makuuchi M. Systematic grading of surgical complications in live liver donors (editorial). Liver Transplantation 2007; 13: 781-2. Fatti e cifre 102
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