indietro

Il primo prelievo di fegato con i Google Glass.

Ridotti sensibilmente i tempi di valutazione dell’organo.

28/11/2014
Negli Stati Uniti sono stati banditi dalle sale cinematografiche, in Italia invece entrano in sala operatoria. Si è svolto infatti all'ospedale Careggi di Firenze il primo prelievo di fegato al mondo con l’ausilio dei Google Glass, gli occhiali “intelligenti” il cui arrivo ufficiale nei negozi è previsto per il prossimo anno. L’intervento è stato eseguito la scorsa settimana da Emanuele Balzano e Davide Ghinolfi dell’Unità operativa di Chirurgia epatica e del trapianto di fegato dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, in collaborazione con l’Organizzazione Toscana Trapianti (Ott) e la sezione toscana dell’Aido (Associazione Italiana Donatori d’Organo e Tessuti). Il progetto si chiama “Google glass a supporto della sicurezza e della qualità dei prelievi d’organo” e rappresenta una novità assoluta nel settore dei trapianti. Grazie agli occhiali hi-tech, infatti, è possibile scattare fotografie, fare video, telefonare, spedire email e visualizzare informazioni tramite comandi vocali. Nello specifico, i chirurghi del Careggi hanno potuto inviare in tempo reale immagini in alta qualità direttamente al coordinatore locale per i trapianto di fegato a Pisa, accorciando sensibilmente i tempi di valutazione dell’organo e minimizzando il tempo di ischemia, ovvero il periodo in cui il tessuto è senza irrorazione sanguigna. Il tutto senza staccare le mani dal tavolo operatorio. “Le équipe di prelievo d’organo in Italia sono numerose e si muovono per le sale operatorie sparse su tutto il territorio nazionale; a volte operano in condizioni precarie. Il supporto tecnologico permette di trasmettere e ricevere informazioni utili in tempo reale, ottimizzando il processo anche dal punto di vista dei costi”, spiega Balzano. I vantaggi però non si limitano alla prassi operatoria, ma interessano anche la formazione dei futuri chirurghi. I medici del Careggi hanno infatti realizzato un video didattico che mostra le parti salienti dell’operazione da un punto di vista inedito e privilegiato: quello del chirurgo. “Le nuove tecnologie aumentano la sicurezza e la qualità della procedure chirurgiche, tra cui i prelievi d’organo ed i trapianti”, conclude Franco Filipponi, direttore dell’Unità di chirurgia epatica dell’Aou Pisana. Tra queste sicuramente un ruolo fondamentale è rivestito dalla realtà aumentata e dai Google Glass. (Alessandra Ballone Burini, galileonet.it)
torna su