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IL PROGRAMMA DONOR ACTION

Sperimentato dal Centro Riferimento Trapianti dell'Ospedale S. Orsola di Bologna, serve per migliorare l'identificazione del donatore.

24/11/2003
La fonte più importante di donatori continua ad essere oggi l'unità di terapia intensiva (ICU) dell'ospedale. Proprio per questo il programma Donor Action ha lo scopo di migliorare l'identificazione dei potenziali donatori nelle ICUS per migliorare il primo scalino della donazione di organi. Scopo del lavoro condotto dal Centro Riferimento Trapianti dell'Ospedale Sant'Orsola, è stato analizzare il problema dell'identificazione dei potenziali donatori di organi attraverso la revisione delle cartelle cliniche dei pazienti deceduti in 14 ICUs dell'Emilia Romagna dal luglio 1998 al 31 dicembre 2000. Tutti i decessi ed i pazienti deceduti con grave danno cerebrale (punteggio della Glasgow Coma Scale [GCS] = 3/15) sono stati valutati dai coordinatori locali dei trapianti insieme ad un rappresentante del Centro Trapianti di riferimento. Le diagnosi di morte cerebrale e le segnalazioni di potenziali donatori sono state quindi valutate durante il periodo di studio che è stato suddiviso in cinque semestri. Dei 3056 decessi registrati nei trenta mesi, 1248 sono stati causati da danni cerebrali gravi (punteggio GCS=3). La diagnosi di morte cerebrale (BD) è stata effettuata su 509 pazienti (40,8%). Sebbene siano stati applicati gli stessi parametri per tutto il periodo di studio, si è osservato un significativo aumento di BDs (da 87 nel primo semestre a 125 nell'ultimo; dal 30,5 al 53,0% dei pazienti con GCS 3 [P=0,003 test X2 chi2 per il trend = 16,072), a dispetto di un lieve decremento nel numero totale di decessi e nella percentuale di pazienti con GCS score=3 (da 649 a 587, e dal 44 al 41% rispettivamente). Si può concludere che il programma Donor Action contribuisce in modo significativo, grazie ad una più attenta valutazione dei pazienti che muoiono nelle ICUs, ad aumentare il numero delle BDs rilevate nel periodo di studio. Donor Action sembra essere pertanto un efficace programma di controllo di qualità per migliorare l'identificazione di potenziali donatori, primo passo del reperimento di organi. (Fatti e cifre n. 44)
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