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IL TRAPIANTO CROSSOVER: ASPETTI GENERALI E DI ETICA

Alessandro Nanni Costa, Carlo Petrini e Sante Venettoni, in un interessante articolo, affrontano la tematica nei suoi numerosi e complessi aspetti.

19/09/2007
Proposto per la prima volta nel 1986 da Felix T. Rapaport, il trapianto crossover, ossia in "modalità incrociata"è oggi una realtà della trapiantologia oggetto di numerosi quesiti di ordine tecnico e di  carattere  etico. Il trapianto crossover può essere attuato quando vi sono almeno due coppie, ciascuna delle quali è composta da un paziente in attesa di trapianto e da una persona a lui consanguinea o affettivamente vicina (emotionally related) disposta alla donazione, ma biologicamente incompatibile. Se si constata che vi è compatibilità biologica tra il donatore della prima coppia e il ricevente della seconda e viceversa, e se vi è il consenso dei quattro soggetti, è possibile effettuare una donazione "incrociata" tra le coppie. Un documento del Centro Nazionale Trapianti, entrato in vigore il 20 novembre 2006, regolamenta per la prima volta in Italia il trapianto di rene in questa modalità. Il documento contiene prevalentemente indicazioni su aspetti tecnici e clinici per l"esecuzione degli interventi chirurgici. Enuncia però anche una serie di requisiti di etica irrinunciabili (per esempio: consenso informato, valutazione dei rischi e dei benefici, divieto di commercializzazione),  evidenziando come gli aspetti tecnici e gli aspetti di etica siano fortemente connessi. Prendendo spunto da questo documento Alessandro Nanni Costa, Carlo Petrini e Sante Venettoni, in un interessante articolo, affrontano la tematica nei suoi numerosi  e complessi aspetti. Le differenti modalità di attuazione, la realtà italiana e quella degli altri Paesi, documenti istituzionali, prospettive, rischi, modelli e quesiti etici vengono analizzati fornendo un'ampia panoramica sul tema. (Fatti e Cifre n. 105) Leggi il testo completo in allegato.
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