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IL TRAPIANTO IN CRONACA (6)

Trapianto di cellule staminali: Padova o Pisa? Donna Palestinese riceve i reni di un Israeliano Attende il rene dal fratello, ma lui è in carcere

07/04/2002
Trapianto di cellule staminali: Padova o Pisa? Pisa contende a Padova il merito del primo trapianto italiano di cellule staminali. Il 21 febbraio scorso, presso il Dipartimento Cardiotoracico dell'Ospedale di Cisanello, l'équipe del prof. Jan Grand Jean, ha effettuato l'intervento su un uomo di 55 anni abitante a Pontedera. Il prof. Mario Mariani, direttore del dipartimento, ha dichiarato che "è una doverosa precisazione scientifica che nulla toglie al merito dei colleghi di Padova, ma vuole dare il giusto riconoscimento ad un grosso lavoro di équipe iniziato con il consenso del Ministero della salute un anno fa all'Università di Pisa. Non lo avevamo annunciato ufficialmente prima perché è prassi, per interventi di questo tipo, attendere almeno sei mesi: occorre in sostanza verificare che lo scopo dell'impianto delle cellule staminali, ancora non specifiche, prelevate dal midollo osseo della stessa persona, avesse raggiunto l'obiettivo: aver stimolato e prodotto l'effettiva crescita di nuovi vasi sanguigni per sostituire quelli chiusi dall'infarto". Comunque il paziente è stato dimesso sei giorni dopo l'intervento e ora è in buone condizioni. " E' un buon risultato - ha concluso il prof. Mariani - ma non vogliamo illudere nessuno: ci vorranno centinaia di pazienti ed anni di studio per rendere operativa al massimo questa tecnica". Palestinese riceve i reni di un Israeliano: tra tanta violenza, una notizia positiva. A una donna palestinese sono stati trapiantati i reni di un israeliano. morto in un attentato terroristico provocato da un palestinese. Il donatore, è morto per le ferite riportate in seguito all'attentato terroristico compiuto da un kamikaze palestinese in un albergo di Netanya, dove decine di israeliani stavano celebrando l'inizio della Pasqua Ebraica. La famiglia della vittima ha autorizzato il prelievo dei reni per il trapianto e come ricevente è stata scelta una donna palestinese di 54 anni, che vive in un sobborgo di Gerusalemme. Il figlio della donna ha dichiarato di aver appreso dopo l'intervento che i reni appartenevano a un israeliano e rivolto ai familiari del donatore ha dichiarato:"spero che sappiano che i miei ringraziamenti sono sinceri". Attende il rene dal fratello, ma lui è in carcere Una ragazza romena di 22 anni in attesa di un nuovo trapianto di rene, rischia la vita perché il fratello, che potrebbe essere il donatore, è in carcere a san Vittore a Milano, e non può recarsi in Romania . Il presidente dell'associazione "Obiettivo sanità", Massimo Sher, ha dichiarato che " non è eticamente accettabile, nel rispetto della carta universale dei diritti dell'uomo, che per motivi di detenzione carceraria il trapianto non sia reso possibile" e ha lanciato un appello perché i due fratelli possano ricongiungersi. Il direttore del carcere Luigi Pagano ha spiegato che "per i detenuti esiste la possibilità di essere ricoverati in ospedali civili per le cure e anche per donare o ricevere trapianti. Non mi risulta però che sia possibile, in base all'ordinamento penitenziario, andare per cure il un altro Paese; ovviamente qualora fosse possibile ci impegneremo in tal senso". (vipas)
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