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IL TRAPIANTO IN CRONACA: MANCATO PRELIEVO DI CORNEA A TRAPANI

Il rammarico da parte dei familiari e della direzione sanitaria dell'Azienda Usl numero 9 di Trapani.

04/09/2006
Rammarico per la preziosa occasione sprecata, viene espresso dalla direzione sanitaria dell'Azienda Usl numero 9 di Trapani, che, tuttavia, così come confermato dal dottor Giuseppe Cangemi, si «ripromette di accertare al più presto l'evolversi dei fatti che hanno impedito l'operazione». Il mancato espianto delle cornee dal cadavere di Francesco Di Girolamo, deceduto il 29 agosto scorso in seguito ad un incidente stradale autonomo verificatosi in contrada San Giuseppe Tafalia, ha suscitato perplessità ed anche molta amarezza oltre che negli stessi familiari della vittima, anche nei veritici della sanità provinciale. Un'operazione voluta dalla famiglia del 46enne Di Girolamo, che per la circostanza aveva contattato la dottoressa Margherita Giacalone, presidente della locale sezione dell'Aido oltre che medico legale, e che poteva essere effettuata nella sala operatoria dell'ospedale San Biagio, fornita, come tutte le unità operatorie dell'oculistica del territorio, del liquido necessario per la conservazione delle cornee dopo la donazione; liquido che pure altre volte non è stato disponibile al nosocomio. «Eravamo in grado di effettuare l'operazione - dice il dottore Cangemi - e ci dispiace molto che a causa di un ostacolo obiettivo non siamo potuto andare avanti con la pratica chiedendo alla famiglia di rinunciare alla donazione. Dalla relazione informativa che il dottor Salvatore Fiorino, direttore sanitario del San Biagio, mi ha fatto pervenire - aggiunge Cangemi - leggo che dal centralino dell'ospedale di Marsala non è stato possibile contattare il responsabile della banca degli occhi di Palermo, il dottor Marcianò, per cui, nonostante la disponibilità dei dottori Casano, la Valle e Frazzitta, l'operazione non si è più effettuata». Un vero peccato, dal momento che la stessa Azienda promuove la cultura della donazione e investe del denaro in tale attività, ma poi, a causa di disguidi del genere è «costretta» a desistere dal nobile obiettivo. «Ci auguriamo che casi del genere non si verifichino più - conclude Cangemi - perchè volontà simili vanno sempre incoraggiate e portate a termine nell'interesse della collettività». Jana Cardinale (quotidiano "La Sicilia")
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