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In USA non viaggiano più i chirurghi ma i donatori.

Trapianti.net

11/04/2014
L’istituzione di centri “indipendenti” (free-standing) per il prelievo di organi potrebbe migliorare l’efficienza delle procedure e ridurre i costi associati alla donazione e al prelievo di organi da donatore cadavere. Questa l’interessante evidenza emersa da un recente studio pubblicato sull’American Journal of Transplantation, i cui risultati potrebbero avere importanti ricadute sul contenimento dei costi e sulle politiche nazionali in materia di trapianti d’organo. Le equipe di trapianto hanno storicamente viaggiato, e tuttora viaggiano, verso gli ospedali sedi delle donazioni dove, con personale spesso sconosciuto, si svolgono complesse procedure clinico-chirurgiche in una frenetica corsa contro il tempo. Ciò comporta un grosso impegno logistico-organizzativo che molto spesso richiede viaggi aerei, diversi disagi e possibili ritardi. Nel 2001 il Mid-America Transplant Services di St. Louis ha istituito il primo centro di “procurement di organi” della nazione al quale sono trasferiti i potenziali donatori con diagnosi di morte cerebrale. La struttura si trova a solo un paio di chilometri da entrambi i centri di trapianto del territorio, in un’area di procurement abbastanza attiva e vasta. I soggetti dichiarati cerebralmente deceduti, i cui familiari hanno acconsentito alla donazione degli organi, vengono quindi trasportati in aereo o in ambulanza (se il loro ospedale è all’interno di un raggio di 80 miglia) verso questa struttura appositamente istituita. I mezzi di trasporto sono dotati di tutte le apparecchiature necessarie e di personale qualificato per il mantenimento del donatore. Majella Doyle, della Scuola di Medicina della Washington University, e i suoi colleghi, hanno preso in esame i costi relativi a 915 prelievi d’organo (fegato) effettuati dall’aprile 2001 al 2011, che hanno visto coinvolto il loro centro. Hanno quindi eseguito una valutazione dei benefici derivati dalla centralizzazione dei donatori in un’unica sede, prendendo in considerazione alcuni parametri tra i quali: i costi concernenti la valutazione del donatore, quelli riferiti al ricevente, le ore di lavoro dei chirurghi, i tempi i costi dei viaggio verso le località di prelievo. Nel primo anno di attività il procurement dei graft si realizzava, nel 36% dei casi (9/25), presso il centro “free-standing”. Tale percentuale saliva al 93% (56/60) nell’ultimo anno di analisi (2011). A tale incremento si associavano numerosi vantaggi: - il tempo dedicato agli spostamenti si riduceva da 8 a 2,7 ore, con una contrazione del tempo di volo dell’equipe chirurgica del 93% (14/15) nel 2011; - i costi di prelievo si riducevano del 37% rispetto a quelli sostenuti per i prelievi in diversi ospedali diversi ; - la presenza di personale dedicato consentiva una più agile diagnostica sul donatore oltre che un notevole risparmio di risorse; - il personale di sala acquisiva maggiore familiarità con le procedure di prelievo e un maggiore affiatamento con l’ equipe chirurgica. “Negli ospedali ai donatori di organi è spesso data una bassa priorità a causa di interventi chirurgici programmati o casi di emergenza: si è quindi costretti a eseguire gli interventi di prelievo spesso di notte quando le sale operatorie sono più libere, con evidenti aggravi e disagi per le equipe di prelievo”, spiega William C. Chapman primo autore dello studio. Il trasferimento (precoce) del donatore presso strutture dedicate, oltre che consentire un sostanziale risparmio di denaro e un’importante riduzione dei tempi, ha innegabili ricadute anche sulla maggiore disponibilità di posti che si vengono a creare negli ospedali e dei quali altri pazienti potrebbero beneficiare. “La portata di questi cambiamenti è stata incredibile e senza alcuna ripercussione negativa sul processo di donazione e trapianto”, afferma Doyle. “Quella di spostare i donatori dalla sede del primo ricovero verso un centro di prelievi d’organo free-standing è una soluzione che arreca numerosi vantaggi e che dovrebbe essere presa in considerazione, su base regionale, in tutti gli Stati Uniti così come in altri Paesi in cui sono attivi programmi di trapianto”. Bibliografia. Doyle MBM, Vachharajani N, Ridolfi G, et al. A Novel organ donor facility: a decade of experience with liver donors. American Journal of Transplantation 2014; 14 (3):615–20. Trapianti.net
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