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INAUGURATA LA NUOVA SEDE DELL'ISMETT

L'Istituto mediterraneo per i trapianti di Palermo è il primo ospedale italiano dedicato ai trapianti.

26/03/2004
Un'area di 12.000 metri quadrati, 70 posti letto, quattro sale operatorie e una equipe di esperti riconosciuti a livello internazionale alla guida: nasce cosi', nell'area dell'ospedale Civico di Palermo, la nuova sede dell'Istituto mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione (ISMETT). E' il primo ospedale italiano interamente dedicato ai trapianti ed uno dei piu' grandi centri trapianti in Europa. ''Viene inaugurata oggi una delle piu' importanti strutture in Europa e in Italia nel settore dei trapianti'', ha detto il responsabile del Centro Nazionale Trapianti, Alessandro Nanni Costa, nella conferenza stampa organizzata oggi a Palermo per l'inaugurazione della nuova sede. Finanziata dalla Regione Sicilia con 98 miliardi di vecchie lire, la nuova struttura inaugurata oggi accogliera' le attivita' dell'ISMETT, unico esempio in Europa di una partnership internazionale tra la Regione, tramite gli ospedali di Palermo Civico e Cervello, e l'universita' americana di Pittsburgh. Nato nel 1999, il centro trapianti e' stato ospitato finora in una sede provvisoria , con 16 posti letto, sempre all'interno dell'ospedale Civico. Entro la fine di aprile la nuova struttura accogliera' i pazienti e comincera' quindi a funzionare a regime. ''Il nostro primo compito sara' aumentare il numero delle donazioni per far fronte alle richieste dei pazienti, e contemporaneamente lavoreremo per trovare cure alternative e terapie sostitutive in grado di ritardare il momento del trapianto'', ha detto il direttore medico dell'ISMETT, Bruno Gridelli, giunto nell'istituto nel giugno 2003. ''In questi mesi abbiamo ottenuto buoni risultati - ha aggiunto - e il numero delle donazioni in Sicilia e' aumentato, grazie all'efficienza della rete regionale trapianti''. E all'insegna dell'organizzazione e della collaborazione l'istituto intende muoversi nei prossimi mesi. ''La forza di qualunque programma - ha osservato Gridelli - e' fare parte di una rete, cosa che intendiamo fare nei prossimi mesi e nei prossimi anni perche' i siciliani non debbano piu' migrare fuori dalla loro regione''.
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