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INSUFFICIENZA CARDIACA GRAVE: IN ALCUNI CASI NON E' NECESSARIO IL TRAPIANTO

Lo afferma uno studio pubblicato dal New England Journal of Medicine.

08/11/2006
L’insufficienza cardiaca grave non è una condizione senza ritorno, ma può essere arrestata ed invertita in determinati pazienti mediante l’utilizzo di un dispositivo di assistenza al ventricolo sinistro (LVAD) e di farmaci specifici, scongiurando la necessità di un trapianto cardiaco . Lo afferma uno studio pubblicato dal New England Journal of Medicine. I ricercatori dell’Imperial College di Londra e del Royal Brompton and Harefield NHS Trust, coordinati da Emma Birks, hanno sottoposto 15 pazienti in condizioni gravi a questo trattamento combinato. Dei 15 pazienti, 11 hanno mostrato una regressione dell’insufficienza cardiaca e nell’88 per cento dei casi non hanno subito recidive a 5 anni di distanza, con una qualità di vita pressoché normale. I dispositivi LVAD, correntemente utilizzati nei pazienti in attesa di trapianto cardiaco, vengono collegati al ventricolo sinistro del cuore. Funzionano rimuovendo il sangue ricco di ossigeno dal ventricolo sinistro e raccogliendolo in una pompa meccanica. Da qui il sangue viene pompato nell’aorta, che lo trasporta al resto del corpo. “Il trapianto cardiaco è stato per molti anni lo standard nel trattamento dei pazienti affetti da insufficienza cardiaca grave”, spiega Emma Birks. “Il trapianto ha ottenuto grandi risultati, ma ha alcune gravi controindicazioni, in particolare per quanto concerne la scarsità di donatori e i problemi di rigetto. La terapia da noi messa a punto ha il potenziale di diminuire la ‘pressione’ sulle liste d’attesa per i trapianti cardiaci offrendo ai pazienti al tempo stesso un’alternativa al trapianto. Ai nostri pazienti, invece che un cuore donato, doniamo il loro stesso cuore di nuovo funzionante”. Sir Magdi Yacoub dell’Heart Science Centre dell’Imperial College di Londra commenta: “Siamo molto impressionati dall’evidente miglioramento nelle condizioni dei pazienti partecipanti allo studio, che erano in partenza molto gravi, e crediamo che tale miglioramento sia effettivamente dovuto agli effetti combinati delle due procedure utilizzate nel trattamento. Lo studio inoltre evidenzia che l’insufficienza cardiaca all’ultimo stadio è una condizione reversibile, che il cuore ha la capacità di rigenerarsi. Questo deve darci l’energia per approfondire le ricerche in questo campo”. Fonte: Birks EJ, Tansley PD, Hardy J et al. Left Ventricular Assist Device and Drug Therapy for the Reversal of Heart Failure. NEJM 2006; 355(18): 1873-84. david frati
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