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INSUFFICIENZA RENALE: COLPISCE IL 10% DEGLI ITALIANI

I dati presentati in Senato dalla Società Italiana di Nefrologia.Serve più prevenzione.

30/09/2007
Una malattia quasi sconosciuta, che però riguarda il 10% circa degli italiani. Almeno 5 milioni di persone. E' l'insufficienza renale cronica. Il 26 settembre scorso al Senato, gli esperti della Società italiana di Nefrologia (Sin) hanno deciso di richiamare l'attenzione su un problema sanitario "che rappresenta una reale emergenza mondiale. Soprattutto perché quasi sconosciuta, e dunque diagnosticata sempre troppo tardi". Carmine Zoccali, presidente della Sin rivela: "Una nostra inchiesta condotta in collaborazione con medici di medicina generale su 77mila pazienti over 18 ha rivelato che il 9,7% degli italiani ha una qualche forma di insufficienza renale. Con il massimo di concentrazione tra i 55 e i 65 anni e soprattutto oltre i 75 (30%)". Eppure - affermano i nefrologi della Sin - di malattie renali non si parla mai. Come non si parla "dell'alleanza perversa tra reni e cuore. Questi due organi - spiega Zoccali - sono legati a doppio filo. Se si ammala uno, all'altro toccherà la stessa sorte. Non a caso condividono gli stessi fattori di rischio: ipertensione, fumo, colesterolo, dieta sbagliata, diabete". Non a caso, aggiunge Zoccali "ogni anno sono almeno 300mila, in Italia, i ricoveri dovuti a complicanze cardiovascolari innescate da insufficienza renale". Da qui la volontà di dialogo "con i medici di medicina generale" prima, "ma anche con i cardiologi". La parola d'ordine dei nefrologi è "prevenzione. Perchè l'insufficienza renale è frequente, pericolosa ma trattabile". Per questo gli specialisti si appellano alla politica: "Non vogliamo che lo Stato spenda di più per le malattie dei reni, ma che spenda meglio puntando sulla prevenzione". Un appello raccolto da Donato Greco, responsabile del Dipartimento di prevenzione e comunicazione del ministero della Salute. "Dobbiamo davvero puntare sulla prevenzione. Anche perché - dice - in realtà i fondi stanziati nella Finanziaria serviranno a malapena a curare diabetici e cardiopatici. Il tema centrale della cronicità deve entrare nell'agenda politica, oltre a quello della sostenibilità economica del Servizio sanitario nazionale - aggiunge Greco - visto che ora si convive con alcune malattie ponendo seri problemi di bilancio. Oltre che di salute". Il dirigente del ministero della Salute però avverte: "Anche la sanità regionale deve farsi carico del problema della prevenzione e della cronicità. Io posso solo impegnarmi, a nome del ministero - conclude - affinché sempre più in futuro si faccia attenzione alla programmazione e la prevenzione sanitaria, alla comunicazione dei rischi, a mettere in campo progetti più diffusi e condivisi e a sensibilizzare i 40 mila medici di medicina generale a queste tematiche". (vipas)
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