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Is.Me.T.T.: trapianto di fegato pediatrico da vivente prelevato con tecnica laparoscopica.

Mamma dona parte del fegato alla sua bimba di dieci mesi.

01/07/2010
Eseguito per la prima volta presso l’ Is.Me.T.T. (Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione) di Palermo un trapianto di fegato pediatrico da donatore vivente con prelievo per via laparoscopica. Si tratterebbe del primo intervento realizzato in Italia utilizzando in toto la tecnica laparoscopica per il prelievo del lobo sinistro del fegato. Fino ad oggi, la metodica è stata usata soprattutto nel caso del prelievo del rene destinato al trapianto. L’intervento è stato eseguito lo scorso 25 maggio. Ad essere sottoposta alla delicatissima operazione la piccola Marta (nome di fantasia, ndr), una bambina siciliana di appena dieci mesi. Marta era affetta fin dalla nascita da una malattia colestatica grave che le aveva compromesso la funzione epatica. Per lei il trapianto era la sola speranza di sopravvivenza. A donarle il lobo sinistro del proprio fegato: la giovane madre di appena 20 anni. Il trapianto di fegato da vivente è possibile, grazie alla capacità di quest’organo di rigenerarsi. Nel giro di poche settimane, infatti, sia il donatore che il ricevente ritornano ad avere un fegato di normali dimensioni. La donazione da vivente era stata prospettata alla famiglia della piccola dai medici di Is.Me.T.T., considerate le gravi condizioni di salute della bambina. La madre si è subito dichiarata disposta a donare parte del proprio fegato, a questo punto si è deciso di procedere al prelievo del lobo sinistro epatico destinato al trapianto per via laparoscopica. La tecnica laparoscopica – utilizzata già da qualche anno nel caso del prelievo di rene – è, infatti, una metodica molto meno invasiva, che riduce i rischi per il donatore ed assicura un recupero in tempi più brevi rispetto al prelievo per via chirurgica tradizionale. Inoltre, consente di avere una visione più dettagliata sulla struttura anatomica del fegato destinato al prelievo, rendendo più sicura l’operazione. L’intervento di prelievo è stato eseguito dall’équipe di Is.Me.T.T. in collaborazione con l’équipe dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale e Trapianti nell’Uremico e nel Diabetico dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, guidata dal Prof. Ugo Boggi. La porzione di fegato destinata al trapianto è stata isolata con l’aiuto di strumenti inseriti in piccoli fori praticati nell’addome e infine prelevata attraverso una piccola incisione al di sopra del pube. Subito dopo è iniziato il trapianto sulla piccola Marta. L’intervento è riuscito perfettamente. La mamma di Marta è stata dimessa appena nove giorni dopo l’intervento. La piccola sarà dimessa, invece, nei prossimi giorni. Resterà a Palermo ancora per qualche settimana per essere sottoposta ai controlli di routine e poi potrà tornare nella sua città di nascita. “Mamma e bimba – spiega Marco Spada, responsabile dell’attività di Chirurgia Pediatrica di Is.Me.T.T. – stanno molto bene. L’intervento è riuscito perfettamente ed il fegato della piccola Marta ha cominciato a funzionare regolarmente. Presso il nostro Istituto, già da alcuni mesi, abbiamo avviato un programma di chirurgia mininvasiva laparoscopica, realizzando interventi anche molto complessi. Il prelievo del fegato per via laparoscopica è una tecnica molto complessa, utilizzata solo nei migliori centri europei e nord americani”. L’ Is.Me.T.T. è uno degli 11 centri in Italia autorizzato ad eseguire trapianti di fegato da vivente. Inoltre, l’Istituto Mediterraneo è ormai un vero e proprio punto di riferimento per tutto quello che concerne la chirurgia epatica pediatrica. Sia per volume di attività che per qualità negli interventi, l’ Is.Me.T.T. è fra i centri più operativi nel trapianto di fegato su bambini. “L’uso di questa tecnica mini-invasiva – spiega il prof Bruno Gridelli, Direttore di Is.Me.T.T. - rende l’inervento di donazione del fegato molto meglio tollerabile e sicuro. L’ Is.Me.T.T. continua nel suo lavoro di portare in Sicilia tecniche e modalità di cura avanzate sia nel campo dei trapianti che di patologie di alta complessità. L’istituto è sempre di più un punto di riferimento cui afferiscono non solo pazienti Siciliani ma anche da altre regioni e nazioni”.
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