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ISMETT: eseguito il primo trapianto di insulae pancreatiche.

25/02/2012
Per la prima volta eseguito all’Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione (ISMETT) di Palermo un trapianto di insulae pancreatiche, ovvero le cellule del pancreas che producono l’insulina. L’intervento è stato realizzato ieri, giovedì 23 febbraio, ad essere sottoposto a trapianto un uomo siciliano di 57 anni, già trapiantato di rene. Il paziente era affetto da diabete 1 (ovvero giovanile), con perdita di sensibilità all’ipoglicemia. Il trapianto è stato eseguito per prevenire le gravi complicanze che la patologia avrebbe comportato. Le condizioni del paziente, sotto stretto monitoraggio, sono attualmente buone. Il trapianto di insulae è una metodica che coinvolge una équipe multidisciplinare composta da diverse figure. Il trapianto è il primo realizzato in Sicilia ed uno dei primi effettuati in Italia, nel nostro Paese, infatti, sono ancora pochi i centri che eseguono questa metodica, quasi tutti in strutture del Nord. L’intervento, preceduto dal prelievo del pancreas da donatore cadavere, consiste in due fasi distinte. La prima prevede la separazione e l’estrazione delle cellule produttrici di insulina dal pancreas del donatore e la loro purificazione. In questa fase grazie al cosidetto “metodo Ricordi”, le cellule del pancreas che producono l’insulina attraverso l’utilizzo di uno speciale macchinario vengono separate dall’organo prelevato. La preparazione delle cellule (350.000 Isole Equivalenti) è stata effettuata da un team di ricercatori e tecnici dell'Unità di Medicina Rigenerativa e Tecnologie Biomediche di ISMETT- diretta dal Professor Pier Giulio Conaldi - coordinato dalla dr.ssa Anna Casu, diabetologa responsabile del Programma di Trapianto di Insulae. La seconda fase della metodica prevede l’infusione delle cellule nel paziente. L’infusione avviene come una normale trasfusione, le insulae vengono infuse attraverso la vena che porta il sangue al fegato, per permettere la colonizzazione delle cellule nell’organo del paziente. Questa seconda fase è stata eseguita presso il Reparto di Radiologia dell’Istituto Mediterraneo. I vantaggi di questo tipo di metodica sono molteplici fra gli altri: evitare un intervento di chirurgia generale maggiore come il trapianto di pancreas, diminuire il tempo di degenza del paziente e favorire il suo ritorno ad una buona qualità della vita entro pochi giorni dall’intervento. É da sottolineare che molti dei ricercatori – finanziati dalla Fondazione RiMED - che hanno preso parte all’intervento sono rientrati in ISMETT dopo aver trascorso un lungo periodo presso l’University of Pittsburgh Medical Center (partner dell’Istituto Mediteranneo) dove hanno avuto modo di dedicarsi a questa attività di frontiera della medicina trapiantologica. Il trapianto di insule è in buona parte possibile grazie al metodo “inventato” alla fine degli anni ’80 dal prof Camillo Ricordi (da cui prende il nome il metodo di purificazione ed estrazione delle cellule, ndr), direttore del Diabetes Research Institute di Miami e dal 2004 Presidente del Consiglio di Amministrazione di ISMETT. “Questo primo trapianto di insule è il frutto di un lungo lavoro di preparazione durato anni. – sottolinea Bruno Gridelli, direttore di ISMETT – Abbiamo allestito all’interno di ISMETT laboratori GMP molto sofisticati per consentire la preparazione di cellule per trapianto nel modo più sicuro possibile. Insieme alla Fondazione RIMED abbiamo poi dato a giovani ricercatori siciliani l’opportunità di apprendere, a Pittsburgh e Miami, le metodiche più avanzate di isolamento delle insulae. Con le nostre tecniche di radiologia interventistica, le insulae sono state trapiantate nel fegato. Ricordiamo poi sempre che anche questo tipo di trapianto è possibile solo grazie alle donazioni di organi da cadavere e notiamo come il lavoro del CRT e dei professionisti delle rianimazioni siciliane sia alla base del continuo miglioramento delle donazioni nella nostra regione”.
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