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Italia-Serbia, collaborazione nel settore trapianti.

Seminario scientifico a Belgrado. Sostegno a integrazione in Ue.

05/03/2013
Il rafforzamento della collaborazione sanitaria tra Italia e Serbia nel campo dei trapianti, con particolare riguardo al comparto pediatrico, è stato al centro di un seminario scientifico svoltosi oggi a Belgrado. L’evento, ospitato nella sala del rettorato dell’Università della capitale, è stato organizzato dall'Ambasciata d’Italia a Belgrado, unitamente al Centro nazionale trapianti e al ministero della sanità della Serbia. “Essere cittadini europei significa entrare a far parte di una grande famiglia in cui si usufruisce degli stessi servizi e in cui si è titolari degli stessi diritti. E non vi è diritto più importante di quello alla salute”, ha detto l’Ambasciatore d’Italia Armando Varricchio in apertura di lavori. L’incontro odierno - ha aggiunto - “ è la conferma di come il sostegno dell’Italia all'integrazione della Serbia nell’Ue si basi su elementi e fatti concreti”. In fatto di trapianti, ha osservato il nostro Ambasciatore, ‘sicurezza’ e ‘qualità’ devono essere le due parole d’ordine, e il livello di “assoluta eccellenza”. Il prof. Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti, ha illustrato l’esperienza italiana nel campo dei trapianti e della donazione di organi, sottolineando al tempo stesso i vantaggi che la Serbia trarrebbe dalla sua adesione al ‘South Alliance Transplant’, un’organizzazione di stati del sud Europa che comprende fra gli altri Italia e Spagna, due Paesi specialisticamente molto avanzati e all’avanguardia nel campo dei trapianti e della donazione di organi. La collaborazione fra Italia e Serbia, ha affermato Nanni Costa (che è presidente di ‘South Alliance Transplant’), ha bisogno di operare in un ambiente europeo, ed è necessario a questo scopo creare centri di coordinamento, appoggiando il processo formativo nei vari Paesi. L’obiettivo, è stato sottolineato, è quello di valorizzare le competenze di ciascuno, senza tuttavia creare nuove regole che limitino sviluppo e impegno. La Serbia, al pari di altri paesi della regione balcanica, ha già contatti con ‘Euro Transplant’, un’altra organizzazione di settore che fa capo ad alcuni Paesi del nord Europa. Ma non c’è competizione con ‘South Alliance Transplant’, è stato sottolineato al seminario, al quale sono intervenuti diversi specialisti serbi e italiani. In particolare Francesco Procaccio, dell’Università di Verona, Luca Dello Strologo, dell’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma e Vito Sparacino del Centro Regionale trapianti della Sicilia. La specialista Mar Carmona ha illustrato da parte sua il modello della Spagna, paese leader in Europa per quanto riguarda in particolare la donazione di organi. In Italia sono 44 gli ospedali che praticano trapianti di organi, cinque di essi anche in campo pediatrico (a Roma, Milano, Padova, Torino, Genova). In media nel nostro Paese si effettuano circa tremila trapianti all’anno (oltre la metà di reni), un centinaio dei quali riguardano il settore pediatrico. (ANSA Salute)
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