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L’età, più delle infezioni, determina il successo del trapianto.

Lo rivela un nuovo studio pubblicato sull’American Journal of Renal Physiology.

04/11/2015
L’infezione da citomegalovirus virus (CMV) è una complicanza importante e comune nel trapianto di rene. Precedenti studi hanno collegato tale infezione a una maggiore delayed graft function e a una ridotta sopravvivenza del paziente trapiantato (Harvala H, et al. High risk of cytomegalovirus infection following solid organ transplantation despite prophylactic therapy. J Med Virol: 2013). Ora un nuovo studio pubblicato sull’American Journal of Renal Physiology riferisce che l’età del donatore e del ricevente, e non l’infezione da CMV, sono i fattori più importanti nel determinare il successo del trapianto. Lo studio ha analizzato i risultati di 594 pazienti sottoposti a trapianto di rene per un periodo di 10 anni. In questo arco di tempo i ricercatori hanno monitorato l’infezione da CMV, le disfunzioni o la perdita totale della funzione del rene trapiantato, la durata, la qualità funzionale e la sopravvivenza del paziente. Di seguito le principali evidenze emerse: - I pazienti con CMV presentavano una maggiore prevalenza di danni al rene trapiantato prima che l’infezione da CMV si verificasse, il che suggerisce che le probabilità di danni al graft erano legate al donatore e non all’infezione; - Le analisi statistiche hanno rivelato che il fallimento del trapianto era associato all’età più avanzata dei donatori e alla limitata funzione del trapianto subito dopo l’intervento mentre l’infezione da CMV non era un fattore significativo; - Il 26% dei pazienti trapiantati ha sviluppato infezioni da CMV e tutte le infezioni si sono sviluppate entro il primo anno dal trapianto, la maggior parte entro i primi tre mesi; - A sei settimane dall’intervento la funzione del rene trapiantato nei pazienti con CMV non risultava diversa rispetto ai pazienti senza CMV. Tuttavia, nei pazienti con CMV, si verificavano una più rapida perdita della funzione e una sopravvivenza inferiore del graft. In sostanza, all’analisi multivariata, la viremia da CMV o la malattia non sono risultati fattori significativi per la perdita del trapianto o il decesso dei pazienti. Secondo i ricercatori tali risultati suggeriscono che altri fattori, come l’età dei riceventi e dei donatori sono variabili importanti che, più dell’infezione da CMV, possono incidere sull’esito a lungo termine del trapianto e sulla sopravvivenza dei pazienti. Bibliografia Erdbruegger U, Scheffner I, Mengel M, et al. Long-term impact of CMV infection on the allograft and on patient survival in renal transplant patients with protocol biopsies. Am J Physiol Renal Physiol. 2015 Sep 9: doi: 10.1152/ajprenal.00317.2015. (Trapianti.net)
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