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L’Italia firma la Convenzione contro il traffico di organi umani.

É il primo e solo trattato legalmente vincolante al mondo a definire i reati perseguibili come traffico di organi.

28/03/2015
L’Italia ha firmato il 25 marzo scorso la Convenzione contro il traffico di organi umani del Consiglio d’Europa impegnandosi a mettere in atto, attraverso leggi e misure appropriate, tutte le disposizioni contenute in questo testo. Oltre al nostro Paese, la Convenzione è stata sottoscritta anche da Albania, Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Grecia, Lussemburgo, Moldavia, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna, Turchia e Gran Bretagna. La Convenzione è il primo e solo trattato legalmente vincolante al mondo a definire i reati perseguibili come traffico di organi e a stabilire come gli Stati devono sanzionarli. La Convenzione è stata firmata a Santiago di Compostela all’apertura di una conferenza internazionale organizzata dal Consiglio d’Europa e dal governo spagnolo che per due giorni ha raccolto nel capoluogo della Galizia oltre 200 politici, rappresentanti di governo, esperti, giudici, agenti delle forze dell’ordine e medici di tutto il mondo che hanno analizzato il fenomeno del traffico di organi da diversi punti di vista. A presiedere due delle sessioni della conferenza, quella dedicata agli aspetti giuridici e quella sugli aspetti medici, sono stati due italiani, il vice procuratore generale di Napoli, Lorenzo Salazar, e il direttore generale del Centro Nazionale Trapianti, nonché presidente del comitato europeo per i trapianti del Consiglio d’Europa, Alessandro Nanni Costa. Il testo criminalizza non solo il traffico d’organi ma anche la loro commercializzazione illegale, permette di punire chi pubblicizza la vendita d’organi e chi pur essendone a conoscenza non denuncia il fenomeno e impone agli Stati di proteggere, attraverso misure idonee, le vittime del traffico e della commercializzazione illegale di organi. Per il segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjorn Jagland, l’alto numero firme “è un importante segnale dell’impegno da parte degli Stati a mettere in atto le misure contenute nel primo trattato vincolante che criminalizza tutte le attività legate al traffico e alla commercializzazione illegale di organi umani”. “Questa convenzione – ha commentato in una nota il ministro Lorenzin – aggiunge un altro importante tassello alle politiche comunitarie di contrasto verso questo riprovevole reato. Mi auguro che l’impegno comune dei Paesi membri, oltre a garantire che questo fenomeno non si realizzi all’interno dei confini europei, serva anche a stimolare la vigilanza dell’intera comunità internazionale su questa grave forma di violazione dei diritti fondamentali che colpisce chi è già stato privato di tutto”.
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