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LA BATTAGLIA DI KRISTOFER

Partita da Toronto la carovana della sensibilizzazione alla donazione, guidata da George Marcello, e che toccherà 200 località del Canada. Testimonial un ragazzo in attesa di trapianto di fegato.

08/02/2004
Il primo abbraccio con Toronto è avvenuto ieri alle 10 e 30 con i 645 studenti, fra i 14 e i 18 anni, del Bloor Collegiate Institute che hanno accolto con grande calore Kristopher Knowles nella sua marcia della speranza. Kristopher, ragazzo di 13 anni, in attesa di un trapianto al fegato che gli salvi la vita, è sembrato un piccolo eroe positivo smarrito fra l'entusiasmo dei suoi fans. Erano presenti tutti nella sala teatro della scuola, prima ad ascoltare con molta attenzione, poi, a stringerlo a sè dimostrando in questo modo la massima partecipazione e coinvolgimento al suo dramma e al suo messaggio. Dimostrazioni di spontaneità e sincera partecipazione che possono appartenere solo al mondo dei giovanissimi. Qui non c'è alcun calcolo elettorale o alcun ritorno d'immagine da curare. A dare il benvenuto, sul palco del teatro, è stato il preside Thomas Trotter che ha voluto poi dare a Kristopher alcuni regalini quali un cappellino, un giubbotto e una maglia simbolica della scuola. Accanto al biondo ragazzino di 13 anni c'era il suo grande amico nonché regista, George Marcello. George (due anni ricevuto dal Papa e ospite dell'AIDO) ha raccontato a tutti i ragazzi della scuola come è avvenuto l'incontro con Kristopher, ha descritto il suo entusiasmo, il suo dramma e la sua determinazione a sensibilizzare tutti i canadesi al problema del trapianto. Ma gli incontri con i ragazzi delle varie scuole nelle 200 località che la carovana toccherà hanno uno scopo ben preciso: coinvolgere i giovani sul problema e tramite loro raggiungere le famiglie in modo che ognuno decida di divenire un donatore. In questo modo si dovrebbero superare le diffidenze e il disinteresse verso un aspetto sociale che coinvolge tutti. Un dramma che potrebbe toccare improvvisamente ognuno di noi. Ieri, al Collegiate institute, c'era anche un architetto, il sig. Starks, che ha raccontato come lui sia vivo per miracolo: grazie a un trapianto di fegato ricevuto in buona parte da suo figlio. I ragazzi erano molto attenti e hanno capito l'importanza della donazione degli organi. Poi, prima dell'intervento della "star" che tutti aspettavano, ha preso la parola il ministro della Sanità dell'Ontario, George Smitherman che rivolgendosi al paladino della speranza ha detto: "Questo ragazzo può cambiare la storia del Canada. Noi viviamo male (in senso sanitario), ci alimentiamo male e dobbiamo provvedere". Smitherman ha portato anche un messaggio di saluti del premier McGuinty. Infine, George Marcello, ha presentato, in modo molto teatrale Kristopher Knowles che, un po' spaurito e nascosto nel suo ampio abbigliamento, sotto un cappellino scuro aspettava il suo ingresso in scena. Ha detto Marcello: "Gli piace nuotare, gli piace correre, gli piace vivere e poi... è anche un bel ragazzo, non impegnato. È Kristopher Knowles". A questo punto i 645 ragazzi si sono scatenati in un applauso (non che prima erano stati tranquilli, specialmente le ragazze) e hanno abbracciato simbolicamente il piccolo eroe di 13 anni. Kristopher, imbarazatissimo, è riuscito appena per miracolo a dire le solite frasi fatte e a lanciare il suo appello alla donazione. Ha detto che era in attesa di un trapianto, di un miracolo. Poi è tornato a sprofondare nella sua poltrona sul palco, in attesa della fine della cerimonia. In attesa che si consumasse la parte scenografica per poi passare alla marcia con la fiaccola accesa. Finalmente, finito il rito, il preside (il principal) Trotter ha invitato gli studenti a seguire Kristopher e a organizzarsi per marciare insieme a lui fino alla tappa successiva fra Bloor e Keele, al Bishop Marrocco Thomas Merton Catholic Secondary School, dove altre centinaia di ragazzi avrebbero aperto le loro braccia per concludere la marcia di ieri a Toronto. È stato in questo momento che c'è stato il vero abbraccio, fisico: fra gli studenti e Kris, un loro coetaneo, un amico. Prima in modo molto educato e composto, andavano a stringergli la mano, poi, quando su nostro invito li abbiamo chiesto di fare da corona e stringersi intorno per una foto, si sono abbracciati e il sorriso del piccolo Kristopher è diventato splendente. In quel momento si era liberato della tensione ed era tornato ragazzo fra i ragazzi, aveva trovato tanti amici. Come se si cono-scessero da tanti anni. La marcia poteva avere inizio. Fuori, fra la neve diventata fango, si dava da fare George Marcello a coordinare la polizia per permettere al corteo di attraversare la strada e infine ad accendere lafiaccola e a darla a Kristopher. Finiti i preparativi e consegnata la fiaccola, il corteo con in testa l'eroe imbacuccato, il ministro della Sanità, George Smitherman e altri testimonial si mettevano in marcia seguiti da una folta rappresentanza dei ragazzi. A questi si sono aggiunti i vari giornalisti e i parenti di Kristopher. Suo padre non ha mai perso un momento con la telecamera di riprendere ogni scena. Poi messosi alla guida del camper, coperto di varie scritte e slogan per invitare alla donazione, è andato verso la tappa successiva. Lunedì prossimo Kris sarà a Vaughan per incontrare altri ragazzi e altri adulti, autorità e politici da coinvolgere nella sua marcia della speranza. George Marcello, intervistato da vari giornalisti, ha detto: "Per favore, non lasciate che i vostri organi vadano persi. Dio sa che ne abbiamo bisogno qui. Per favore, dite alle vostre famiglie e ai vostri amici di firmare le loro cartoline per autorizzare la donazione di organi in modo che la gente ne benefici. Fate in modo che come è successo per me anche gli altri 4.000 canadesi in attesa di trapianto possano vivere". "Step by Step" e "Kristopher's Wish" i due slogan della campagna sono in viaggio e qualche risultato arriva, intanto la gente sa che c'è un problema da risolvere. (Il Corriere Canadese, 7 febbraio)
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