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LA CHIESA APPROVA I TRAPIANTI

La posizione della Chiesa cattolica sui trapianti ribadita in un intervento di monsignor Tarcisio Bertone, segretario della Congregazione per la dottrina della fede.

27/10/2002
"I trapianti di organi sono un bene prezioso anche per la Chiesa, che considera la donazione gratuita degli organi un atto dŽamore di grande valore etico". Monsignor Tarcisio Bertone, segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede ha ribadito la posizione del Vaticano sulla donazione e il trapianto di organi. LŽoccasione è stata offerta dal convegno su "La donazione e il trapianto dŽorgano" organizzato dal Kiwanis, dallŽAsl 11 di Vercelli e dallŽAssociazione medici cattolici. Monsignor Bertone ha detto che la posizione della Chiesa su questo tema è stata espressa chiaramente da Giovanni Paolo II nel corso dei lavori del 18° Congresso internazionale sui trapianti. Il documento che il Pontefice lesse in quellŽoccasione fu preparato dŽintesa con la Congregazione per la Dottrina della fede e con la Pontificia Accademia della Vita. Giovanni Paolo II definì la pratica dei trapianti "uno strumento prezioso, purchè venga praticata in forma eticamente accettabile". Ed è proprio su questo concetto che, monsignor Bertone è ritornato spesso nel corso del suo intervento, citando anche il filosofo E. Kant: "Tratta sempre te stesso e gli altri come fine e mai come mezzo". Fulcro di tutta la tematica dei trapianti è la persona umana, ed è lŽuomo che devŽessere sempre posto al centro dellŽattenzione, non la tecnologia. QuestŽultima può anche conclamare: "Voglio, posso e dunque faccio". Ma non sempre "ciò che è tecnicamente possibile, è eticamente ammissibile". E per dare forza alla centralità dellŽuomo anche sul tema dei trapianti, Mons. Bertone ha citato lo stesso Cristo, quando parlò della regola del sabato fissata dallŽordine sacro: "Non è lŽuomo per il sabato, ma il sabato è dellŽuomo". E dunque, parafrasando il Vangelo: "Non è lŽuomo per la tecnica, ma la tecnica per lŽuomo". Sì della Chiesa ai trapianti, ma non a qualsiasi condizione. Occorre rispettare alcune regoli basilari: - il consenso informato del donatore (o dei suoi familiari) e del ricevente; - il trapianto come ultima speranza possibile; - la morte del donatore stabilita con assoluta certezza. A questo proposito Mons Bertone ha ricordato che il Vaticano ritiene che il criterio della cessazione di ogni attività cerebrale - accertata dai medici - sia corretto e vicino a quella "certezza morale" invocata dalla dottrina della Chiesa.
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