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La Chiesa maronita promuove la donazione di organi.

06/03/2015
Il Comitato Nazionale Libanese per la donazione e il trapianto di organi e tessuti (NOD Libano) e la Commissione Episcopale per la Pastorale dei Servizi Sanitari del Patriarcato maronita, hanno sottoscritto mercoledì 4 marzo un accordo di cooperazione volto a promuovere la prassi della donazione di organi nelle istituzioni sanitarie e assistenziali legate alla Chiesa maronita. A firmare l'accordo sono stati il Vescovo Maroun Ammar – in qualità di Presidente della Commissione episcopale per la sanità – e il dottor Antoine Stephan, Segretario nazionale del NOD Libano. L'accordo prevede la creazione di un comitato misto incaricato di sviluppare programmi di sensibilizzazione a livello nazionale e formare nelle diocesi, nelle parrocchie e negli ospedali persone in grado di accompagnare i potenziali donatori in un cammino di discernimento che valorizzi la scelta della donazioni d'organi alla luce degli insegnamenti della Chiesa. L'intento della campagna di sensibilizzazione – ha spiegato in margine a una conferenza stampa padre Edgar Haïby, segretario della Commissione episcopale per la sanità – è anche quello di rimuovere i pregiudizi di chi crede che il cristianesimo si opponga alla donazione di organi, mostrando come tale scelta sia, al contrario, espressione di gratuità e di solidarietà verso il prossimo. La piaga del traffico di organi umani è stata più volte denunciata anche da Papa Francesco come una delle “nuove schiavitù” condannate nella dichiarazione congiunta sottoscritta dai leader religiosi convocati a Roma dal Successore di Pietro lo scorso 7 dicembre. Come appreso dall'Agenzia Fides, durante la conferenza stampa svoltasi a Beirut per pubblicizzare il progetto libanese, è stato anche sottolineato che l'Iran, l'Arabia Saudita, il Kuwait e la Turchia registrano attualmente un tasso di donazioni di organi molto più elevato rispetto a quello del Libano. (GV, Agenzia Fides)
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