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La Cina si prepara a un anno record per i trapianti

Secondo le previsioni si faranno più di 12mila trapianti a fronte di una lista d’attesa di oltre 30 mila persone.

23/07/2015
Lo ha annunciato l’ex-viceministro della Sanità, Huang Jiefu, durante una conferenza stampa a Hong Kong riportata nell’edizione a stampa del South China Morning Post. Secondo le previsioni rivelate da Huang nel 2015 in Cina si faranno più di 12mila trapianti di organi, su una lista d’attesa di oltre 30 mila persone. Dal primo gennaio 2015 la Cina ha vietato l’utilizzo di organi prelevati dai condannati a morte. “In passato, quando venivano utilizzati gli organi dei prigionieri giustiziati, al massimo si sono raggiunti 10.000 trapianti l’anno e, contrariamente a quanto previsto da diversi media sulla possibile riduzione degli organi da quando è stato annunciato il divieto, ciò non è successo. Il Paese sta dimostrando che la scelta è stata apprezzata”. La Cina è stata segnalata per essere l’unico Paese che per le donazioni di organi dipendeva dai criminali giustiziati. In effetti. nel 2009, oltre il 65% degli organi utilizzati per trapianto provenivano da prigionieri giustiziati. Ad affermarlo è proprio il Ministero della Salute. L’anno successivo lo stesso Ministero ha lanciato un sistema di donazione di organi pilota e lo scorso anno tutti i 169 ospedali autorizzati ad eseguire trapianti hanno iniziato a utilizzare il sistema computerizzato unificato per la tracciabilità dei donatori e l’allocazione degli organi. È la dimostrazione più eclatante che trasparenza e legalità pagano sempre, anche nei casi in cui la disperazione umana porta a gesti immorali e illegali. Ma c’è ancora molto da fare. Un trapianto di fegato, per esempio, costa circa 600.000 yuan (HK $ 760.000), e tali procedure non sono coperte dall’assicurazione medica pubblica. Per questo Huang e l’ex-ministro della Sanità Chen Zhu chiedono di rivedere il regime assicurativo per coprire i costi di tali interventi. “Il trapianto è un bisogno essenziale per i pazienti in lista e se non ricevono tale trattamento non hanno alcuna possibilità di sopravvivere”, afferma Huang, aggiungendo che: “la China Transplant Organ Development Foundation ha istituito un fondo pubblico per i pazienti provenienti da famiglie a basso reddito per pagare le cure mediche di persone che decidono di donare i propri organi. Sono tutti buoni propositi che fanno ben sperare se non fosse per la conclusione del suo intervento: “Per quanto ne so”, conferma Huang Jiefu, “nessuno usa più gli organi di prigionieri giustiziati, anche perché chi lo fa viene severamente punito dalla legge.Ma la Cina è un grande Paese e nessuno può dire con certezza che non ci siano persone irresponsabili là fuori“. (South China Morning Post)
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