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La Commissione europea rilancia il volontariato.

In una comunicazione le due azioni: “European Skills Passport” e “European Voluntary Humanitarian Aid Corps“.

22/09/2011
Un “European Skills Passport” per valorizzare le competenze che i giovani apprendono nel fare volontariato e la nascita a partire dal 2012 degli “European Voluntary Humanitarian Aid Corps“, corpi civili di volontari in tutto il mondo. Sono due delle azioni che la Commissione europea ha lanciato ieri, a tre mesi dalla conclusione dell’Anno europeo dedicato alle attività di volontariato che promuovono la cittadinanza attiva. I piani della commissione europea per incrementare ulteriormente il riconoscimento del volontariato e la sua promozione sono stati resi noti ieri, insieme alla Comunicazione, intitolata “Communication on EU Policies and Volunteering“, e prevedono, appunto, queste due proposte concrete. Significativo il fatto che la Commissione abbia per la prima volta adottato un documento politico dedicato esclusivamente al volontariato. Dimostra il segno che in sede europea sta lasciando l’Anno dedicato. La vice presidente della Commissione Viviane Reding, che guida il settore “Justice, Fundamental Rights and Citizenship” ha sottolineato come ci sono “100 milioni di volontari oggi nell’Unione Europea, i quali stanno dando una mano a rendere l’Europa e il mondo a diventare migliore. L’Anno europeo del volontariato vuole sottolineare queste conquiste e incoraggia tutti a collegarsi, aiutando anche i volontari e le organizzazioni a fare sempre meglio“. Nonostante che la Commissione europea riconosca l’importanza del volontariato nel contribuire agli obiettivi di inclusione sociale, non esiste ancora una cornice legale per queste attività e le competenze dei volontari spesso sono poco riconosciute. A questo proposito è importante che la Commissione si stia impegnando per superare questi ostacoli con azioni che valgano per tutti gli Stati membri. Nella sua Comunicazione, la Commissione enumera diverse strade per l’Ue e i suoi Stati membri per iniziare a utilizzare pienamente il grande potenziale offerto dalle attività di volontariato. Per questo, fra le varie azioni, verranno lanciati dal 2012 i Corpi Umanitari Volontari per sostenere in qualche modo le azioni umanitarie dell’Unione. Anche il “Passaporto europeo” va in questa direzione: assicurerà il riconoscimento di qualifiche professionali valide in tutta l’Unione e permetterà la creazione di un registro delle capacità e competenze che i volontari acquisiscono. Il passaporto utilizzerà lo stesso schema del curriculum europeo. La Commissione ha annunciato, inoltre, di volere estendere ad altre aree il Servizio Volontario Europeo dopo la sua felice esperienza quindicinale. Infine, un altro passaggio importante della Comunicazione della Commissione è stata la proposta di azioni concrete per gli Stati membri per fare un migliore uso del potenziale del volontariato, così come l’appello ad allargare gli orizzonti nazionali per incoraggiare il volontariato oltre frontiera. In allegato il testo completo della comunicazione dal titolo "Communication on EU Policies and Volunteering: Recognising and Promoting Crossborder Voluntary Activities in the EU".
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