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LA CORNEA DANNEGGIATA SI RIPARA CON TRAPIANTI DI GUANCIA

L'intervento realizzato da un gruppo di chirurghi della Osaka University.

01/11/2004
Sottilissimi pezzetti di guancia per restituire la vista nel caso di danni alla cornea. Il singolare intervento è stato eseguito da un team di chirurghi della Osaka university, che hanno impiantato sottoli strati di cellule della guancia negli occhi di quattro pazienti con un raro e doloroso disturbo agli occhi. I pazienti, la cui vista prima dell'operazione era annebbiata e poco chiara, sono tornati a vedere bene. Un beneficio che si è conservato un anno dopo l'intervento, riferiscono i ricercatori giapponesi. Ora il team nipponico spera che il lavoro possa aprire la strada ad altri autotrapianti di tessuto. A danneggiare la cornea possono essere dei traumi o una serie di malattie. Oggi i medici possono prelevare cellule da un occhio sano e coltivarle in vitro per produrre una nuova cornea, o trapiantarle una da donatore. Ma si tratta di sistemi che non funzionano se entrambi gli occhi sono troppo danneggiati. I ricercatori di Osaka hanno lavorato con quattro pazienti con la sindrome di Stevens-Johnson, una dolorosa patologia che annebbia la vista e provoca occhio secco. L'occhio può rigenerare cellule della cornea, ricordano i ricercatori, ma nessuno dei quattro malati giapponesi era in grado di farlo. Così il team ha ritagliato 3 mm quadrati di tessuto dall'interno delle guance di ciascun paziente, coltivandolo in laboratorio. È stata impiegata una tecnica speciale, a bassa temperatura, per separare sottilissime parti del tessuto e impiantarle negli occhi, dove si sono sviluppate e hanno iniziato a comportarsi proprio come cornee sane. Anche l'aspetto era identico. "La trasparenza della cornea è stata ripristinata - scrivono gli studiosi nipponici - e l'acutezza visiva è migliorata in tutti i casi". Nei 14 mesi successivi all'intervento non si sono verificati problemi o complicanze. Ma in ogni caso, ammettono i ricercatori, "sono necessari studi su un maggior numero di pazienti e osservazioni a lungo termine per accertare rischi e benefici di questa nuova tecnica". (vipas)
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