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LA DICHIARAZIONE DI ISTANBUL: NO AL TRAFFICO DI ORGANI E AL TURISMO DEL TRAPIANTO

Il risultato finale dei programmi di trapianto d’organo non deve essere rappresentato da vittime impoverite dal traffico di organi e dal turismo del trapianto, ma piuttosto da una celebrazione del dono della salute da un individuo a un altro.

26/10/2008
Per affrontare gli urgenti e crescenti problemi legati alla vendita di organi, al turismo del trapianto e al traffico di donatori nel contesto globale della carenza di organi, dal 30 aprile al 2 maggio 2008 si è tenuto a Istanbul un Vertice con oltre 150 rappresentanti di organizzazioni scientifiche e mediche provenienti da tutto il mondo, funzionari governativi, sociologi, e studiosi di etica. I lavori preparatori alla riunione sono stati intrapresi a Dubai nel dicembre 2007 da un Comitato Direttivo convocato dalla Società dei Trapianti d’Organo (The Transplantation Society, TTS) e dalla Società Internazionale di Nefrologia (International Society of Nephrology, ISN). La bozza della dichiarazione proposta da tale comitato è stata ampiamente diffusa e quindi rivista alla luce dei commenti ricevuti. Al Vertice, la bozza rivista è stata esaminata da gruppi di lavoro e deliberata in seduta plenaria. La presente Dichiarazione (vedi allegato) rappresenta il consenso di tutti i partecipanti al Vertice e si basa sui principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
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