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La donazione alternativa nel trapianto di rene da vivente.

Più di una coppia donatore-ricevente su quattro risulta incompatibile.

04/11/2015
Più di una coppia donatore-ricevente su quattro risulta incompatibile o per discordanza di gruppo sanguigno o per cross-match positivo, il che impedisce di partecipare al programma di donazione da vivente tradizionale. In tutto il mondo i programmi di donazioni alternative sono stati sviluppati proprio per consentire a queste coppie di perseguire i loro intenti di donazione e trapianto. In questi programmi di scambio dei donatori si cerca una corrispondenza tra 2 o più coppie incompatibili, in modo che ciascun donatore possa trovare, all’interno della catena, il ricevente con lui compatibile così come il donatore di quest’ultimo il relativo ricevente (Ferrari P, et al. ABO-incompatible matching significantly enhances transplant rates in kidney paired donation. Transplantation 2013). In Olanda, negli ultimi 10 anni, sono state incluse nel programma di scambio nazionale 632 coppie, con un tasso di successo del 52%. In dettaglio, tra il 2000 e il 2014, sono stati effettuati 1232 trapianti di rene da donatore vivente, di cui 935 da donatori convenzionali e 297 da donatore alternativo. In quest’ultimo gruppo ci sono stati 66 casi di ABO-incompatibilità, 68 donazioni domino, 62 scambi di rene e 104 donatori altruistici. I riceventi in lista di attesa da cadavere sono stati esclusi in quanto non portatori di donatori. L’articolo riporta ulteriori distinzioni tra donatori geneticamente non correlati e donatori correlati indicandone il tipo di parentela, ma l’aspetto importante è che, rispetto alle incompatibilità tra coppie geneticamente correlate, nelle coppie non correlate (principalmente partner) le incompatibilità erano in numero quasi tre volte superiore e tutte hanno partecipato al programma di donazione alternativa. Infatti, in questi particolari programmi si possono verificare diverse situazioni: si può donare il rene a un paziente in lista d’attesa per trapianto da cadavere, ma si può anche verificare di partecipare al programma di donazione domino-abbinata (Roodnat JI, et al. Altruistic donor triggered domino-paired kidney donation for unsuccessful couples from the kidney-exchange program. American Journal of Transplantation, 2010). In questi casi il donatore altruistico dona al ricevente di una coppia che non riesce a realizzare il trapianto nel programma nazionale di scambio dei donatori e il donatore di quella coppia dona al ricevente di un’altra coppia compatibile o a un paziente in lista d’attesa. Le incompatibilità per gruppo sanguigno o per cross-match positivi sarebbero dunque le due principali cause del regresso del trapianto da donatore vivente che, secondo gli autori, può essere superata proprio dai programmi di donazioni alternative. Fra l’altro dalla loro esperienza si apprende che la sopravvivenza non è significativamente diversa tra i programmi di donazione convenzionali e quelli alternativi. Lo studio affronta poi un altro importante aspetto, quello della desensibilizzazione. Per i pazienti altamente sensibilizzati spesso si è costretti ad accettare anche un trapianto (da cadavere o da vivente) con assenza di corrispondenza HLA (Roodnat JI, et al. Persistently low transplantation rate of ABO blood type O and highly sensitised patients despite alternative transplantation programs. Transplant International, 2012). Tuttavia, per alcuni fenotipi, la desensibilizzazione è l’unica opzione credibile. Per tale motivo l’ampliamento dell’offerta nei programmi di donazione alternativa con un programma di desensibilizzazione appare assolutamente indispensabile al fine di aumentare le possibilità di trapianto per questo specifico gruppo di coppie incompatibili. Diversi centri hanno riportato buoni risultati del trapianto anche con cross-match positivo utilizzando alte dosi di immunoglobuline endovena (IVIg) e plasmaferesi (Riella LV, et al. Long-term outcomes of kidney transplantation across a positive complement-dependent cytotoxicity crossmatch. Transplantation, 2014). “Questo è il motivo per cui abbiamo recentemente avviato un programma di trapianto per le coppie con cross-match storicamente positivi, ma attualmente negativi, unitamente a un programma di desensibilizzazione”, sottolinea il primo autore dello studio Poldervaart. In conclusione, non c’è dubbio che i programmi di donazione alternativa aumentano la possibilità per le coppie non geneticamente relate di partecipare a questi programmi in quanto più spesso incompatibili con il loro destinatario. Come naturale conseguenza l’introduzione e l’espansione dei programmi di donazione alternativa contribuiscono ad ampliare, in modo significativo, le possibilità del trapianto da vivente. Bibliografia Poldervaart RA, Laging M, Royaards T, et al. Alternative living kidney donation programs boost genetically unrelated donation. Journal of Transplantation, 2015. Article ID: 748102.
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