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LA LETTERA DELLA BIOLOGA AI TRE PAZIENTI

"Perdonatemi, anche se ci vuole grande fede. Vorrei aiutarvi, se ancora mi è concesso". Dopo averla letta uno dei destinatari ha chiesto un incontro con la donna.

25/02/2007
Questa è la lettera inviata dalla biologa dell'ospedale fiorentino di Careggi che ha sbagliato la trascrizione di un esame dando il via al trapianto malgrado la presenza dell'hiv ai tre pazienti su cui sono stati impiantati organi infetti. "Non trovo altra maniera per esprimere ai pazienti e ai familiari coinvolti con me in questa faccenda assurda la mia solidarietà, la mia comprensione e la mia costernazione per quanto accaduto. Desidero innanzitutto scusarmi dell'anonimato ma è l'unico modo per salvaguardare i miei familiari, i miei figli e mio marito. Sono profondamente addolorata e non riesco a capacitarmi ancora del fatto. Mi sento responsabile di quanto accaduto pur essendo consapevole di aver agito in buona fede, seguendo scrupolosamente tutte le procedure. Sono più di trent'anni che opero nel settore sanitario e credo di averlo sempre fatto con grande senso del dovere e con grandi sacrifici come tutti gli operatori che lavorano con me. Il mio e nostro intento è di agire nella maniera più responsabile con massima coscienza per poter offrire aiuto alle persone che per loro disgrazia si trovano ad aver bisogno della nostra professionalità ed assistenza. Ma purtroppo siamo esseri umani e proprio questa condizione ci rende vulnerabili a commettere errori imponderabili e a volte purtroppo irrimediabili". "Ma non voglio trovare scuse o attenuanti a quello che per causa mia è accaduto in questi giorni. Con questa lettera voglio veramente e con il cuore in mano essere vicina a voi tutti, darvi la mia disponibilità di aiuto, se ancora mi è concesso, e farvi capire che soffro con voi. In tantissime altre circostanze ho comunicato l'esito degli esami da me svolti con la gioia di essere a parte di un sistema che opera e dedica la propria vita per salvare la vita delle persone che si affidano a noi. Capisco in quale stato d'animo vi troviate, capisco che vi siete sottoposti a questi trapianti nella speranza di sconfiggere il male, capisco i vostri familiari con i quali riesco molto bene ad identificarmi avendo anch'io dei figli. Desidero farvi capire quanto sia grande il mio dolore e vi chiedo di perdonarmi anche se sono consapevole che in casi del genere solo persone con una grandissima fede riescono a farlo. Mi auguro e auguro soprattutto a voi che la scienza medica riesca ad essere un supporto valido per risolvere questa tremenda cosa che purtroppo vi è capitata. Vi sono vicina".
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