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LA MARCIA "VITA PER LA VITA" SI AVVIA ALLA CONCLUSIONE

Sabato 18 agosto ad Amantea l’arrivo della marcia che sarà preceduto alle ore 17.00, da un incontro-confronto con la popolazione a cui parteciperanno l' Assessore regionale alla sanità, il Presidente nazionale AIDO,il Coordinatore regionale trapianti, il Prof. Franco Filipponi.

16/08/2007
Sabato sera 18 agosto ad Amantea si conclude, dopo aver percorso 882 chilometri, la 33ª Marcia della solidarietà promossa da AIDO e in collaborazione con il Gruppo Sportivo "Vita per la vita" di Coccaglio (Brescia), AVIS, Fratres, Fidas, ANPAS, Centro Nazionale Trapianti, Assessorato alla Sanità delle regioni Calabria e Sicilia. L'iniziativa, partita il 6 agosto scorso da Corigliano Calabro, ha avuto come obiettivo la sensibilizzazione alla donazione di organi, tessuti e cellule. Infatti nei 42 comuni calabresi e siciliani, sede di tappa, si sono svolti incontri con i cittadini e con le autorità civili e sanitarie. Ad Amantea l’arrivo della marcia sarà preceduto alle ore 17.00, presso la sala convegni dell’Istituto Tecnico “Mortati”, da un incontro- confronto con la popolazione a cui parteciperanno Doris Lo Moro, Assessore regionale alla sanità, Vincenzo Passarelli, Presidente Nazionale AIDO, Pellegrino Mancini, Coordinatore regionale trapianti, Franco Filipponi, Direttore del Centro trapianti di fegato di Pisa e dell’Organizzazione Toscana Trapianto, Pino Muto, Presidente Provinciale AIDO di Cosenza. «La marcia in Calabria e in Sicilia, voluta dal Consiglio Nazionale AIDO, assume valore particolare - dice Vincenzo Passarelli, Presidente Nazionale Aido, perché rimangono ancora tra le regioni italiane a più alto numero di consensi negati e ancora molto lontane dall'obiettivo: soddisfare il fabbisogno minimo di prelievi a scopo di trapianto" La riflessione del Presidente Nazionale inviata al giornale "Il Quotidiano di Calabria". DONAZIONE ORGANI E TESSUTI: PIU’ ORGANIZZAZIONE E INFORMAZIONE La cultura della donazione di organi è un aspetto da coltivare col massimo dell'attenzione, perche' donare gli organi significa garantire il diritto alla salute. L’Italia, nel corso dell’ultimo decennio , è riuscita a rovesciare il ritardo che, ci relegava ad una posizione di fanalino di coda in Europa, in una posizione di avanguardia. Tutto questo e' stato possibile perché è stato fatto un investimento serio sulla rete trapiantologica; sono stati messi in campo processi e verifiche di qualita' con procedure precise; e' stata attuata una scrupolosa valutazione dei risultati e la trasparenza delle procedure. Negli ultimi cinque anni i dati sui trapianti sono stati messi a disposizione di tutti i cittadini. Tutto ciò è servito per far crescere e aumentare la cultura della donazione e del trapianto nella popolazione. Una comunità generosa che ha capito che la terapia del trapianto è un’impresa comune che vede impegnati fianco a fianco mondo sanitario e società al completo. Molto c’è però da fare per ridurre drasticamente le liste di attesa e risolvere il problema delle disomogeneità regionali presenti nel paese. I pazienti in attesa di un trapianto sono circa 9.000 (più di 6000 in attesa di un trapianto di rene) e nelle regioni del sud si dona di meno che al nord (Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia non arrivano a 10 donatori per milione di popolazione). C’è bisogno di una maggior volontà politica delle Regioni per portare a una migliore gestione delle attività e delle strutture di prelievo e trapianto di organi tessuti e cellule e al superamento delle diversità di attenzione e di impegno che le Aziende Unità Sanitarie Locali e Ospedaliere e gli stessi operatori sanitari dedicano al prelievo. Infatti l’attività trapiantologia si fonda su una rete e diventa possibile solo grazie alla collaborazione dei centri trapianto, dei centri di coordinamento e delle rianimazioni. Una comunità di persone che non deve mai perdere di vista la solidarietà. E nel caso dei trapianti solidarietà significa mettere i pazienti al centro del sistema, ma anche una grandissima attenzione ai familiari delle persone che sono morte. Inoltre il concetto di solidarietà, che è alla base di tutto il sistema delle donazioni di organi e tessuti, deve essere continuamente sollecitato non solo organizzando meglio le strutture, ma anche informando con correttezza la gente. Tanta informazione perché si parla sempre poco di donazioni. L’A.I.D.O. che è impegnata fin dalla nascita in un’azione prevalentemente culturale (educare la gente al problema del prelievo e del trapianto modificandone gli atteggiamenti spesso scettici e diffidenti) continuerà nella sua azione al fianco delle Istituzioni, per rafforzare il senso sociale e solidaristico del prelievo di organi e tessuti. L’esperienza di 32 anni di attività ci dice che solo l’informazione adeguata, fa acquisire consapevolezza e il cittadino è portato a compiere una scelta libera e responsabile. Vincenzo Passarelli Presidente Nazionale A.I.D.O.
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