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LA QUALITA' DEI CENTRI TRAPIANTO E' IN RETE

Presentati i dati sulla qualità dei Centri per i trapianti in Italia e il relativo sistema di misurazione e valutazione. Sono consultabili sul portale del Ministero della salute.

22/01/2003
Da oggi ogni cittadino italiano potrà consultare sul sito del Ministero della Salute (www.ministerosalute.it) i dati dell'efficienza e della qualità di ogni centro italiano che effettua trapianti. L'iniziativa è stata presentata dal Ministro Sirchia in collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti. "E' un potente strumento per migliorare la qualità- ha detto Sirchia - attraverso la competizione tra centri e i pazienti italiani hanno oggi la possibilità di valutare i risultati centro per centro, organo per organo; un passo avanti nel rispetto dei malati". La valutazione dell'attività di trapianto rappresenta per il nostro sistema sanitario un risultato importante. "Per la prima volta - ha dichiarato il Direttore del Centro Nazionale Trapianti, dottor Alessandro Nanni Costa, è stato possibile verificare in termini di risultati l'efficienza e la qualità di un sistema come quello dei trapianti raffrontandolo con i dati di altre casistiche internazionali. Oltre a tutto c'è una grande soddisfazione per aver constatato la assoluta affidabilità e qualità dei nostri centri trapianto. Un grazie va alla comunità trapiantologia nazionale, per aver, con la propria collaborazione, permesso il raggiungimento di questo obiettivo ma, soprattutto, per aver quotidianamente e con passione finalizzato la propria attività alla cura e al benessere dei pazienti in lista di attesa". Per il momento i risultati dell'indagine sono relativi alle attività dei trapianti di rene e fegato. Successivamente le informazioni saranno estese anche per i trapianti di cuore, polmoni e pancreas. Dai dati presentati (la valutazione si riferisce alle attività di trapianto effettuate nel 2000 e 2002)si rileva l'alta qualità del nostro sistema nazionale trapianti. I centri italiani sono in grado di conseguire gli stessi risultati o addirittura superiori di quelli ottenuti a livello internazionale. Nei pazienti italiani sottoposti a trapianto di fegato, la sopravvivenza, a distanza di un anno dall'intervento, è del 76% per l'organo e dell'82% per il paziente. Nella fase post-trapianto la riabilitazione del ricevente consente una ripresa e un normale svolgimento dell'attività lavorativa nell'84,6% dei casi. Per quanto riguarda il trapianto di rene la sopravvivenza a distanza di un anno dall'intervento è del 93% per l'organo e del 97% per il paziente. Svolgono una regolare attività lavorativa il 71% dei pazienti trapiantati. (vipas)
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